#CoachingCami: Nutrition & IF

Dunque, questo post è un fuori programma, dovuto ai messaggi di instagram che ci chiedevano più informazioni su intermittent fasting e sui macros.Premessa: io non ho le competenze per parlarne in maniera esauriente, ma proverò a dirvi quello che sto facendo io.

Da novembre ho iniziato a fare intermittent fasting. Ci sono diversi modi di farlo, io ho scelto il 16:8, ovvero digiuno per 16 ore e ho una finestra di feeding di 8 ore. Si possono scegliere molti orari per quest’ultima, i più comuni sono dalle 8 del mattino alle 16, oppure dalle 12 alle 20. Io ultimament punto a digiunare fino alle 13 e a cenare prima delle 20, poiché vorrei passare al 18:6, la versione un filo più restrittiva.

Ma a parte ciò, parliamo dei benefici. Intermittent fasting aumenta la chiarezza mentale, e di conseguenza la concentrazione (è un po’ come quando non si riesce ad andare a dormire perché si ha fame per intenderci, così è molto più facile stare svegli e attenti dopo ore di digiuno). Aiuta a ridurre i cravings di cibo notturni (io dopo cena avevo sempre voglia di qualcosa, ma il solo fatto che la finestra di feeding fosse chiusa è servita ad evitare che cedessi il 99% delle volte). Aiuta a risolvere problemi di stomaco, digestione e un’altra marea di cose che wikipedia sa sicuramente meglio di me. Quello che posso sicuramente dirvi è che a me intermittent fasting piace e mi fa stare bene. Riesco a dormire meglio se so di aver cenato presto (motivo per cui, se avessi una vita diversa, dove la maggior parte della mia attività fosse prima, farei quello dalle 8 del mattino alle 16), riesco a fare scelte con la testa, sono più idratata e più serena, non ho mal di stomaco… Insomma, io continuo.

Ammetto che il primo mese è stato un inferno, poiché dalle 10 del mattino mi si apriva una voragine che ogni volta malediceva IF. Poi, il mio corpo si è abituato. Dopo, causa vacanze di natale ho smesso, oppure l’ho fatto un po’ più occasionalmente. Quindi, al rientro nella routine mi sono preoccupata, al solo pensiero di passare un altro mese d’inferno come il primo. In realtà, non è stato così. Sono arrivata a digiunare 24 ore faticando le ultime quattro, di norma arrivo a 17 senza quasi rendermene conto.

Però, e questo bisogna specificarlo in modo chiaro, ogni qual mattina in cui inizio a sentirmi male (nausea, giramenti di testa etc), mi fermo, mangio qualcosa e vedo come sto. Se anche dovesse passare, io non continuo il fasting. Dopotutto, fasting lo si fa per stare bene, non per stare male. Durante i giorni del ciclo, inoltre, è sconsigliato.

Parliamo invece di macros. Ci sono almeno un milione di opinioni diverse al riguardo, se sia giusto o meno contarli, quali siano le percentuali giuste etc. Molto probabilmente, almeno 999.999 delle persone che sostengono un’opinione diversa, sono più competenti di me a parlarne. Quindi posso semplicemente dirvi che i miei macros li ha scelti il coach, sulla base del mio metabolismo basale, sulla base del mio stile di vita, sulla base del tipo di risultati che vogliamo ottenere.

Non pensavo di diventare il tipo di persona che misura i macros. Dico sul serio, fino al mese scorso andavo a occhio su quanta pasta buttare, intendo dire. Ma mi sono resa conto che, seguendo – magari ancora con un 5g di margine di errore – i macros che abbiamo stabilito, io sto meglio. Riesco a sentirmi sazia, nonostante il deficit calorico (di circa 700 kcal). Riesco a sentirmi bene, piena di energia. Riesco ad allenarmi bene. Riesco a rimanere concentrata.

MA – c’è sempre un MA – onde evitare che per me diventasse una fissa insostenibile, abbiamo deciso anche un’altra cosa. I macros, l’intermittent fasting, l’attenzione a tutti i dettagli, li teniamo dal lunedì al venerdì. Il sabato e la domenica, pur non essendo cheat days, sono giorni in cui sono più libera. In cui esco a mangiarmi una pizza con gli amici, o mi bevo un drink. I giorni in cui il LISS sono lunghe passeggiate al tramonto, in cui la giornata inizia con yoga, caffé e pancake proteici, non con il mag2 e tè verde. I weekend sono i giorni lenti, quelli in cui si ricaricano le energie, in cui si fa il bilancio e i check della settimana, si stabilisce cosa si vuole fare nella successiva, e poi si parte a mille.

E per quanto a me piaccia sapere esattamente quante calorie ho ingerito, quante da proteine, grassi e carboidrati, mi rendo conto di aver bisogno di due giorni più rilassati.

E voi? Avete mai provato IF? Contate i macros?

Have a Safe Journey!

Cami

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