My very own Rollercoaster

Vorrei poter dire, in maniera esauriente, che montagne russe siano stati gli scorsi mesi, un continuo di ups and downs, voglia di mettersi in gioco, paura di non farcela, voglia di avventura, ansia che a volte frena. Ma potrei scrivere oltre mille parole e ancora sarei convinta di non aver dato la giusta percezione delle scorse settimane. Da quando il 15 agosto sono rientrata in Italia, per davvero, ci sono state almeno diciottomila emozioni contrastanti quasi ogni giorno. C’è stata la presentazione del mio libro, i miei 21 anni circondata dalle mie persone preferite, Roma e il primo “lavoro”, l’ansia di entrare (e ancor prima trovare) un master’s soddisfacente, l’ansia del GRE, quella dell’IELTS, la risposta dell’università dove very likely andrò a studiare, la gioia, la paura, l’università, la tesi, le amicizie, le partenze, i ritorni, le conoscenze nuove, quelle inaspettate, le reaction alle storie di instagram che hanno conseguenze migliori del previsto, i nuovi inizi e le mie ansie al riguardo, and everything in between.

Sono stati mesi intensi, belli, ma anche emotivamente e fisicamente stancanti. Il pensiero che la prossima sarà l’ultima settimana di univerisità è rincuorante e preoccupante al tempo stesso. Vorrei avere ancora tempo, mi sembra ieri che sia iniziato il semestre, eppure eccoci qui. Alla fine del penultimo semestre di Bachelor, con in mano la lettera di ammissione ad un master’s che sogno, con le ansie, le paure, il cuore non leggero come avrei immaginato.

Mille cose sono cambiate, altre mille ne cambieranno. Ho imparato molto, su me stessa e sul mondo, ho imparato a lasciarmi andare, a sentirmi bene con me stessa, a parlare chiaramente, anche di quelle che sono le mie paure. Ho imparato a chiedere aiuto, quando ne ho bisogno, correndo tra le braccia di una persona che è stata nella mia vita negli ultimi sette anni e che ho sempre scansato, e che invece quando in lacrime sono corsa da lei, mi ha abbracciato, dicendomi che tutto si sarebbe risolto. Sono cresciuta. Sono caduta. Ho preso porte in faccia, delusioni, ho fatto errori e molti. Ed è vero, sotto mille aspetti, vivere a 2 ore da casa è stato una passeggiata, altro che l’estero. C’era molto più ragù, supporto e molti meno problemi. Ma alla fine, anche questi mesi mi hanno cambiato, nel bene e nel male.

Oggi posso mettere un (almost) completed accanto alla voce quinto semestre di università. Finger crossed e speriamo per il meglio giusto? Ma soprattutto, posso dire di mettere un (almost) completed anche accanto ad una voce ben più importante…

It’s all for now…
Have a Safe Journey!
Camilla

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