Una vita in 1, anzi 2, valigie e uno zaino

Il mio tempo in Portogallo è finito da qualche settimana ormai. Assurdo vero? Pensare che sembra ieri che abbracciavo papà in aeroporto, con la consapevolezza che sarebbe stata tosta. Pensare che sembra ieri che mi sentivo dire che tu sei pazza, cosa vai a fare in Portogallo poi? Pensare che sembra ieri… che ho affrontato una delle cose che odio di più, arrivare in aeroporto — nel posto che considero casa — senza che ci fosse qualcuno a prendermi. Perché per la prima volta, casa a Lisbona era una casa per una sola persona. Sono successe tante cose da quando sono partita e una parte di me sa bene che l’ingenua ragazza che era salita per ultima sull’aereo per Lisbona, quel volo di sola andata che tanto desiderava e tanto temeva, non è più tornata. Nel bene e nel male. Dicono che chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita. Figuriamoci chi torna dopo aver vissuto fuori. Vivere all’estero non è facile, diffidate da chi dice il contrario. Ma vivere all’estero fa bene, allo spirito in primis.

In una parola? È uno schiaffo in faccia, di quello che ti lascia le cinque dita sulla guancia. È essere catapultati in una realtà completamente diversa, essere sradicati, essere senza safety net e senza comfort zone. È ritrovarsi, di punto in bianco a cercare di capire che cosa ti stia chiedendo il signore del libanese sotto casa, che cosa stiano dicendo a lezione, che cosa ci sia scritto sugli avvisi in università. È chiedersi cosa ci faccio qui? e non avere alcuna risposta. O almeno, non una soddisfacente. È sentirsi stranieri a Lisbona e stranieri anche in Italia. È sentirsi come se non appartenessimo a nessun luogo.

Mio padre di recente, mi ha riferito che quando gli chiedono dove sia sua figlia o cosa stia facendo, risponde che ora non sono più un problema suo, ma sono un problema del mondo. Solo oggi, con un piccolo bagaglio culturale (tipo il trolley consentito sui voli Ryanair), creato in 20 anni in giro per il mondo, mi rendo conto della fortuna che ho avuto ad essere stata cresciuta come cittadina del mondo. E non lo dico così, come quelle frasi vuote che a volte si dicono, lo dico perché lo penso sul serio. Perché ad oggi, per quanto io torni in Italia volentieri, so che c’è un mondo da scoprire e il mio posto non è nel piccolo paesello che mi ha dato le radici. Perché ad oggi, per quanto sappia di dover tornare quantomeno un semestre in Italy per finire la triennale, io so che poi voglio uscire dall’Italia. Fosse anche solo per avere la gioia di tornarci. Perché ad oggi, io non mi sento a casa in nessun posto e in tutto il mondo.

Oggi, potrei chiamare casa Bratto, Londra, Trento, Lisbona, Vancouver… E non solo. Oggi, casa è tutto e casa è niente. Strano vero? Quando sono tornata in Italia, la scorsa volta, mi sono sentita quasi una turista. Ho avuto difficoltà a parlare italiano a un certo punto, pensavo prima in portoghese di quanto non pensassi in italiano oppure quando ho guardato un film in italiano ho dovuto concentrarmi per seguirlo, perché sono ormai mesi e mesi che guardo tv solo in inglese o in portoghese. Ho detto obrigada al cameriere.

La vita era cambiata in Italia. L’Italia che ho lasciato a gennaio non la rivedrò più (colpa dei risultati delle elezioni? Scherzo, ovviamente, le mie idee politiche le condivido solo attraverso meme con Beatrice). E allora, eccomi qui — a chiudere l’ennesima valigia, a controllare di aver preso tutto, ad aspettare il prossimo aereo, sapendo che chiuso questo magnifico capitolo della mia vita chiamato Erasmus a Lisbona, se ne è aperto uno nuovo chiamato Summer School alla UBC & VSE. E dopo questo se ne apriranno altri mille… e altri mille schiaffi in altre mille città diverse, sradicata, buttata in una città, lasciata allo sbaraglio e poi in lacrime, perché le radici si formano in tutto il mondo.

Have A Safe Journey!
Camilla

IMG_6694
UBC Rose Garden, Vancouver
Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.