La lettera che non ti consegnai

Piccola premessa: questo articolo può risultare confusionario, caotico e anche scritto senza un contesto preciso. Ma parla di me, parla di quella confusione che ogni tanto, lontani da casa, quando tutto sta cambiando e tutto sta andando in una direzione inaspettata, si sente.

Ricordi quella notte? Io la ricordo. Non è fattibile, mi dicesti. Ed io piansi. Piansi a lungo, pensando che da lì in avanti, non ci sarebbe stato niente per me. O comunque non ci sarebbe stato quello che volevo. Provasti invano a consolarmi per almeno due ore, forse più, poi lasciai che mi addormentassi tra le lacrime. Mi svegliai il giorno dopo, pensando che tutto quanto fosse accaduto la sera prima, fosse solo un incubo.

Perché mi hai illuso? avevo gridato. Sembrava che il mondo intero fosse contro di me, che nulla andasse per il verso giusto. Ma di nuovo, tu insistetti affinché cercassi qualcos’altro, qualcosa per cui valesse la pena alzarsi la mattina, qualcosa che mi facesse tornare ad essere me stessa, perché tu non sei così, tu sei un pieno di energia, un 90% di voglia di mettersi in gioco e un 10% di ansia. E allora, ancora una volta, fu merito tuo se non mollai tutto quanto e non presi un volo di sola andata per Berlino.

Due anni dopo, rieccoci. Paura, eh? Mi dici al telefono, sapendo che  la risposta è Chiaro, per fare un passo avanti, devi perdere l’equilibrio. Ma alla fine, c’è un pizzico di serenità. Fino a quando non vedo per caso il documento che avevo archiviato da qualche parte di disperso nel computer. Una sola parola. Lettera. E non ho bisogno di aprire quel documento, perché ricordo ogni singola parola. Quella fu la lettera che non ti consegnai mai, perché non ci fu mai l’occasione in cui avrei voluto consegnartela.

E se quell’occasione si ripresentasse? Ma due anni dopo? Guardo quella lettera, forse una lettura non farà male. Sorrido, come una scema, davanti allo schermo del computer. No, non te la consegnerei in ogni caso. Perché sono cambiate così tante cose, io non sono più la persona che ero, i miei affetti, le mie amicizie, sono cambiate e, sarò magari irrispettosa, magari impulsiva, ma credo in meglio. Credo siano cresciuti gli affetti, le amicizie sono diventate più selettive, sono diventate amicizie vere. Le persone per cui un tempo provavo anche sentimenti non troppo positivi, sono diminuite. È chiaro che ci sono ancora, ma quantomeno non hanno più quel potere su di me, oppure sono completamente fuori dalla mia vita.

E allora cosa farai? Scriverò una nuova lettera, ma la scriverò a danni fatti, non prima. La scriverò con toni pastello, senza mettere rabbia, rancore, delusione. La scriverò con il mio sentimento preferito: la gratitudine. E ti dirò questo: ho iniziato a scrivere cinque cose al giorno per cui sono grata, a volte me ne dimentico, ma provo a essere regolare, e mi fa stare bene. E allora in questa nuova lettera, che scriverò solo se effettivamente te la consegnerò, scriverò alcuni dei mille motivi per cui ti sono grata.

Primo tra tutti, per avermi convinto a non prendere quel volo di sola andata per Berlino.

Have A Safe Journey!
Camilla

IMG_3961

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s