LISBON: 3 Weeks in

Mi sono trasferita a Lisbona, ufficialmente, il 29 gennaio 2018. Ve la ricordate che serata? Faceva così freddo a Bergamo e ho dovuto affrontare una delle cose che più detesto: arrivare in aeroporto, senza nessuno che viene a prendermi. Lo so che sembra stupido, all’alba dei vent’anni, con un fair amount di viaggi alle mie spalle, dovrei esserci abituata. Non sempre c’è qualcuno che viene a prenderti, soprattutto in una città nuova.

Ma chi mi conosce lo sa, io odio quando ciò accade. E detesto anche quando succede agli altri, quindi se posso vado in aeroporto o in stazione o dove si voglia, perché so quanto sia bella la sensazione di benvenuta o di bentornata quando c’è qualcuno.

Però, come d’altronde tutta l’Europa meridionale, trovare amici a Lisbona è stato abbastanza immediato. E così è iniziata, la mia vita, la mia tela bianca da expat, da exchange student. È iniziata con qualche parola di portoghese, seguita da ah, você é a rapariga italiana que fala como uma brasileira ed è andata avanti con una lunga serie di figure di m che non sto a elencare.

Ma nel bene e nel male, sto imparando. A cavarmela da sola. A votare (da casa, comodamente seduta senza dover manco uscire). Ad affrontare le sfide quotidiane. Ad ascoltare me stessa e capire di cosa ho bisogno. Perché sognare di essere all’estero è una cosa, essere all’estero, è un’altra. Ma c’è la mia famiglia, nel senso lato del termine che include anche tutti gli amici più cari, che mi sostiene, mi chiede sempre come va e so che sono nel posto giusto per me.

Perché ciò che amo di questa città è la riprova che si può sempre ricominciare. Non importa quante volte hai messo male i piedi, sei caduto, nelle prime esperienze, qui la tela è bianca, è immacolata, e la puoi colorare come ti va. Quindi la coloro di rosso, come il libro del corso di portoghese e i tetti della città, di blu, come il cielo di Lisbona, che oggi purtroppo era grigio, ma di norma è sempre di un blu così intenso. E di verde, come il parco Edoardo VII e ancora, a mosaico come le case di barrio, giallo come i tram… Insomma, lisbona è la mia nuova tela. Tutta da dipingere.

Have A Safe Journey!
Camilla

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