I’m sorry RUNNING

Mi dispiace, corsa. So che non dovrei dirlo e che dovrei esserti fedele, ma la verità è che io e te non ci troviamo più, almeno, non ci troviamo oltre il livello prettamente amatoriale. Non ci troviamo perché io ho una vita movimentata, on the road, folle a volte e tu, tu pretendi il rispetto del proprio corpo, delle ore di sonno, del fuso orario e pretendi regolarità, tempo e dedizione. Voglia di macinare chilometri, day in and day in, voglia di mettersi in gioco. E io vorrei, davvero, riprendere a correre, ma so che oggi mi fa più male che bene.

Quindi che cosa farò? Cara corsa, tu sai che ti rispetto più di qualsiasi altro sport, perché sei sempre stata al mio fianco quando avevo bisogno di una valvola di sfogo. Perciò ti propongo questo: io continuo ad allenarmi, a corricchiare quando posso e soprattutto quando voglio, continuo a fare in modo che, il giorno che vorrò ritornare a correre, il mio corpo sia pronto. Continuo a fare cardio, così quando correrò di nuovo, avrò fiato. Continuo a fare squat, affondi e vari così che al mio ritorno non avrò male al ginocchio. Continuo a fare plank per avere un core forte e saldo, pronto per tutti i runtrip.

Tu, invece… capisco che vuoi metodo, che vuoi regolarità, ma sai che la vita è fatta di imprevisti? Dei cinque chilometri nel freddo glaciale di Vienna di fine febbraio lo scorso anno, fatti alle 6 del mattino, o di quei tre chilometri sotto la pioggia a Roma, con più caipirinhas che acqua in corpo… Cara corsa, io lo so che per preparare una maratona, o anche solo una mezza, si presuppone che io non vada da una città all’altra come una trottola, ma capisci anche tu che a vent’anni, ci sono altre priorità.

Facciamo così… A settembre, quando l’estate sarà finita, quando l’erasmus sarà finito, quando i mille progetti che sto cercando di realizzare saranno passati (a livello tempistico, vedremo poi se saranno realizzati), io riprendo. Riprendo con le tabelle, riprendo con le ripetute e riprendo anche con il fartlek, lo prometto. Ma ora, lasciami correre al tramonto, oppure lungo tutta Avenida Libertade in discesa, a perdifiato, e in salita, per scaricare i nervi. Lasciami correre fino a Belem, oppure da Sintra a Cabo da Roca. E poi a settembre, quando avrò una buona abbronzatura, mettiamo giù la tabella, okay?

Have A Safe Journey!
Camilla

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