Trova le differenze

L’altro giorno, tornata a Lisbona, sono andata a fare la spesa. Avevo voglia di camminare, avevo voglia di vedere Lisbona e così sono andata a zonzo per il quartiere, alla ricerca di qualche organic shop, negozi stile “altro mercato”, o comunque negozi attenti all’impatto ambientale. Mind your consumption, ricordate?

Una volta fatta la scorta di quinoa, ceci, legumi vari biologici, mi sono ritrovata fuori dal Mercado 31 de Janeiro. Posso prenderla qui la frutta, mi sono detta. Così poi passo da casa, lascio le borse e vado a piedi da Amoreiras (dovevo andare dalla Vodafone). Appena entrata, la signora del banco della frutta mi saluta e mi viene incontro. Bom dia querida, mi dice. È molto gentile, ha il modo di fare tipico delle nonne. Mi chiede cosa voglio e io piano piano le dico quello che mi serviva.

La signora sceglie le fragole una ad una, poi mi fa vedere che sono del Portogallo, le pesa, segna il peso e poi ne aggiunge qualcuna, dicendo Sono dolcissime, è un peccato non mangiarle… Te le regalo io! La ringrazio. Poi, io avevo bisogno di zucchine, ma non ricordavo come si dicesse in portoghese. Gliele indico, lei, vedendomi in difficoltà, subito mi dice la parola e poi aggiunge Il tuo portoghese è ottimo, non ti preoccupare… Le chiedo i broccoli, gliene chiedo due, lei di nuovo li pesa e poi me ne aggiunge uno. Sono molto salutari, minha filia, dice.

Finisco di prendere tutto quanto, lei controlla meticolosamente che non ci sia una sola imperfezione su nessuno dei prodotti, fa il conto, il tutto su un blocco note stile anni ’50. Io pago, mi fa strano 25€ per davvero tantissima frutta e verdura. La signora aggiunge un cestino di mirtilli, perché sono arrivati oggi e devi provarli. Io la ringrazio e le dico che tornerò sicuramente la prossima settimana.

Due ore dopo, quando sono da Amoreiras, un centro commerciale, mi rendo conto di non aver preso le carote, così entro al volo al supermercato. Non c’è nessuno a dirmi quali siano le più buone, quali siano quelle fresche o da dove vengano. Vado alle casse fai da te, esco. In quei dieci minuti nel supermercato non ho parlato con nessuno, mentre al mercato, poche ore prima, la signora ed io abbiamo scambiato due parole, lei mi ha fatto sentire a mio agio, ha avuto quell’accortezza tipica delle nonne, che però fa la differenza. In entrambi i casi io ho pagato, in entrambi i casi ero cliente, ma nel primo caso mi sono sentita coccolata, nel secondo, mi sono sentita di passaggio.

Ecco, io ci sono rimasta. Perché sono io la prima che per comodità si tuffa nel Pingo Dice più vicino, ma alla fine dove è il bello? Pagare la frutta e la verdura il doppio, per una qualità discutibile (regà, non avete idea di quanto fossero buone le fragole della signora!) e non parlare con nessuno? Anche no. Io la frutta e la verdura torno a prenderla dalla signora, anche la settimana prossima, e anche quella dopo. Perché alla fine, sono sempre le persone a fare la differenza.

Have A Safe Journey!
Camilla

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