Volo di sola andata per LISBONA

La hostess chiama per l’ultima volta il mio volo. Il volo delle 17:40 per Lisbona. Il mio primo volo di sola andata. Temporeggio ancora un istante, guardo le montagne che ho sempre visto diventare quasi invisibili, nel buio della sera. È la classica sera invernale di Bergamo, freddo, tanto freddo, quel senso di desolazione quando non sai bene se cosa ti aspetta e inizi a chiederti se abbia avuto senso lasciarsi dietro tutto quanto, quando avresti potuto vivere un altro semestre stabile, in un posto sicuro, in Italia.

Avrò fatto la scelta giusta? E se non riuscissi a capire le lezioni col mio scarsissimo portoghese? Mi troverò bene nella casa nuova? Sarò in grado di vivere da sola da expat nella città europea più distante possibile da casa? Non lo so. Ma non lo saprò finché non ci provo. Penso alle amicizie che lascio a casa, alla vita che “metto in pausa”, che poi non puoi mettere in pausa qualcosa, perché tutto evolve, tutto continua. Resto solo io. Sono l’ultima a salire sull’aereo, nonostante la priority che per una volta ho preso, data la mole di roba che ho con me, e con molte probabilità sarò la prima a scendere, una volta giunti a destinazione.

Io, 2 valigie da 20kg ciascuna, un bagaglio a mano. Come è difficile impacchettare la propria vita in due valigie? La propria incasinata, folle vita, la vita imprevedibile, piena… piena di ricordi, di esperienze, belle e brutte, di persone e di ricordi. Piena di oggetti che evocano ricordi, piena di amore e anche di non amore, piena di tutto quello che ci rende noi stessi. Lasciare a casa, che poi quale casa?, decine e decine di libri, decine e decine di fotografie, lasciare a casa parte di noi e portarsi in giro per il mondo quelle cose che ci fanno stare bene, o almeno alcune.

Perché so che non sarei partita senza la coperta grigia, senza il bracciale coi pesci, senza la collana che ormai metto tutti i giorni. So che non sarei partita senza una manciata di fotografie che voglio vedere con me tutti i giorni. So che non sarei partita senza quelle cose, quei vestiti, tutto ciò che più del resto mi fa sentire me stessa.

Si prega di spegnere i cellulari. Un ultimo sguardo dal mio finestrino.

Have A Safe Journey!
Camilla

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