Cara Italia

ITALIA bedda,

Siamo quasi alla frutta, come si suol dire. Eccomi qui, a cercare di capire cosa portare e cosa lasciare, cosa mi servirà e cosa non mi servirà. A fare l’ennesima valigia, sapendo che potrei non ripassare da qui per parecchio tempo.

Cara Italia, innanzitutto grazie. Grazie per avermi cresciuto, per avermi dato delle basi e delle radici, per avermi dato un posto in cui tornare e una mente aperta. Grazie per avermi insegnato ad apprezzare il buon cibo, il buon vino, la nostra storia e la nostra cultura. Grazie per avermi formato e accompagnato per i primi 20 anni della mia vita. Grazie per avermi insegnato che anche noi, piccolo Stato che a confronto con tanti altri sembra non contare nulla, è parte di qualcosa di più grande e può ancora fare la differenza. Perché la differenza non la fanno la potenza, i soldi, il nome: la fanno le persone. E gli italiani, alcuni più di altri, hanno fatto la differenza nella mia vita. Grazie per avermi sempre riaccolto a braccia aperte, nonostante io sia scappata così tante volte. Grazie per avermi riaccolto con un piatto di pasta che, di ritorno da un viaggio all’estero, è meglio di mille parole. Grazie di essere piena di meraviglie, di cui parliamo sognanti con gli stranieri, non appena ci allontaniamo. Grazie per essere stata la mia comfort zone.

Poi, ti prego. Ti prego di rimanere l’Italia che amo e che rispetto (di non finire nelle mani dei cinque stelle). Ti prego di mantenere saldi i valori della famigghia, per cui ogni tanto ci prendono in giro all’estero, ma in cui ancora crediamo. Ti prego di lottare, per tornare ad essere un paese che offre opportunità, eccellenza accademica e lavorativa, e che permette di realizzare i nostri sogni. Ti prego, di prenderti cura dei miei cari. Di vegliare su di loro come hai vegliato su di me. Ti prego di cambiare, ma non troppo. Di non darmi la sensazione che al mio ritorno nulla sia cambiato, perché altrimenti perché partire? Di non darmi però nemmeno la sensazione che al mio ritorno troppo sia cambiato, perché altrimenti perché tornare?

Infine, perdonami. Perdona le volte che ti ho guardato con disprezzo, pensando che se fossi nata in America o in Canada o in UK le cose sarebbero state diverse. Che se fossi potuta andarmene, sarei stata più felice. Perdonami per aver sottovalutato le opportunità che mi hai proposto, instancabilmente. Perdonami per aver detto fuggirò anch’io. Perdonami per aver contato i giorni che mancavano alla mia partenza. Perdonami per quelle volte in cui non sono stata fiera di essere italiana.

Ecco, io volevo dirti che oggi me ne vado, ma torno. Volevo dirti che oggi lascio l’Italia e sarò un’italiana a Lisbona, che porterò alto il tuo nome, che mi impegnerò per tornare con quanto più valore aggiunto possibile, per cogliere le opportunità che avrai da offrirmi al mio ritorno.

Cara italia, mi spiace per tutto. Mi mancherai. See you soon.

Have A Safe Journey!
Camilla

Roma

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