La Travel BucketList dei Sogni (part 2)

La parte 1, qui.

*Tutto quello che sto per scrivere, è brutalmente campato in aria per il 99,9% delle cose. Ma, visto che non ormai ho la mail piena di possibili itinerari salvati di GoogleFlights, credo sia il caso di condividere il tutto.*

A Mascate il sole splende sulle case bianche dai tetti piatti e decidiamo di fare yoga all’alba. Da quante settimane siamo in giro? E pensare che volevamo stare via un mese al più. Ci pensiamo, sul serio, di tornare in Italia. Ma siamo a circa sette ore di aereo e forse farlo a tappe sarebbe la via migliore. Così, tappa a Dubai, ad Abu Dhabi e infine a Doha. da lì, ci sembrerebbe assurdo non andare in Giordania a vedere Amman e Petra, perciò un altro paio di ore di volo e via, una nuova avventura, altre foto da scattare. Ad Amman ci raggiunge un’altra Valentina, che è già stata in Giordania e coglie l’occasione di tornarci con noi. Sentite ma se andassimo anche a Gerusalemme e a Tel Aviv? Prima di tornare… già che siamo qui. E come dire di no. Perché nonostante tutti i problemi che ci possono essere, credo siano città che hanno un fascino tutto loro.

Senti e se arrivassimo fino a Istanbul? Ormai non dovremmo essere così distanti, giusto? E da lì potremmo riprendere l’Orient Express fino a Venezia, così da vederci anche Bucharest, tappa da Hummusbar a Budapest e Sacher al Café Ritter a Vienna. Oppure potremmo prendere un aereo da lì e andare dirette a Roma, per bere caipirinha al Black Market in zona Monti e mangiare il maritozzo, che la scorsa volta non siamo riuscite a provare. Sentite iniziamo ad andare a Istanbul e da lì vediamo okay?

E allora arriviamo a Istanbul… Mangiamo quei dolcetti turchi che Bea ha provato a fare un paio di anni fa (e che io non ho provato e quindi non posso paragonare)(ma che voglia di nocciole!). Che si fa ragazze?

È dura scegliere e nel dubbio noi prolunghiamo di giorno in giorno la permanenza a Istanbul. Forse dovremmo davvero tornare a casa, questa parte di Europa la vedremo tra qualche mese, oppure dovremmo continuare. Siamo lì, a girare per moschee, di tanto in tanto aggiungendo una battuta di cinismo politico totalmente inappropriata per il Paese in cui siamo (ma tanto non ci capisce nessuno e in caso PT e DS ci salverebbero).

Forse torneremo. Mi piace pensare che, se mai facessimo un viaggio così lungo, così da sogno e così dispendioso, saremo combattute tra la voglia di carne alla pizzaiola di nonna e la voglia incredibile di girare senza senso. Saremo combattute tra la voglia di vedere ancora, ancor di più, di andare a Sarajevo, poi in California, un roadtrip da Vancouver a San Diego, poi a Cape Town e ancora in Patagonia, poi in Chile, poi a vedere l’aurora boreale, poi Stoccolma e il Fjallaraven, poi ancora in jeep per l’Africa, partecipare come osservatori a una spedizione scientifica sia nel circo polare Artico che in Antartide, l’Islanda; la crociera da Bergen a Kirkenes, una settimana a Martha’s Vineyard, la Napa Valley Half Marathon…

Il mondo è un libro. E io voglio leggerlo tutto… Dall’Artide all’Antartide, dall’Iran al Messico, dalla Patagonia a Oslo, passando per l’Argentina, il Kenya e anche l’Ossezia del Sud.

Life is a journey, not a destination.
Have A Safe Journey!
Camilla

aereo

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