BYE 2017: The Ups and the Downs of the Greatest Year so Far

Non penso che ci sia un modo semplice per dirlo, ma se gli altri anni avevo sempre diversi rimpianti, quest’anno ne ho 2. Uno di questi, è stato più o meno risolto, l’altro non credo sarà facilmente risolvibile. Ma va bene, ho la fortuna di avere amici e famiglia al mio fianco che sono disposti a supportarmi quando le cose non vanno come vorrei.

Tuttavia, tolte queste due questioni, penso e credo che il 2017 sia stato l’anno più bello da anni a questa parte. Ho raggiunto il mio meglio: ho viaggiato instancabilmente da est a ovest, da nord a sud, in lungo e in largo, a volte anche intorno (cfr. di quella volta in cui io e Beatrice cercammo la decathlon). Ho vissuto, a fondo. Ho respirato ogni istante di questo dono meraviglioso che è la vita, ne ho fatto tesoro e me ne sono innamorata.

Vorrei ricordare alcuni dei momenti più belli, ma la verità è che non so da dove sia opportuno iniziare… potrei iniziare da Londra a gennaio, da Vienna e dal primo MEU, da quella sera in cui mi accorsi della base legale errata di un emendamento ed ero emozionata all’idea di aver finalmente “salvato” la situazione nel Model Parliament, potrei continuare con Roma con il MUN e con quella sera al Black Market di Monti, dove Bea, i nostri amici americani ed io scrivemmo resolutions a suon di caipirinhas. Poi potrei passare ad oltreoceano e raccontarvi di Montreal, degli aspetti positivi e della consapevolezza di avere tanta strada da fare per raggiungere il livello degli altri partecipanti… Poi del mio semi breakdown, seguito dal RunTrip to Rovereto con Beatrice, dal disastro della sarnico lovere, della mia crisi semi esistenziale e della pausa dal blog. Di maggio, del sole, degli aperitivi e della sensazione di leggerezza che è inaspettata e incredibile. Di giugno, potrei raccontarvi della sensazione che si prova quando si danno 2 esami che vanno alla grande in una settimana e poi potrei raccontarvi di quella volta che siamo andati al lago, che era la prima volta che io guidavo fino a Trento.

Poi c’è stata la scelta di chiedere consiglio a una nutrizionista, lo stress dell’esame più importante dell’anno e l’infortunio al ginocchio. Ma poi ci sono state Londra, Budapest e di nuovo Londra a consolarmi. C’è stato il mio primo amore… non la prima cotta, non il primo fidanzato: il primo amore. Quello per cui sorridi al solo pensiero, a cui pensi costantemente, e che riesce a calmarti con una sola parola. C’è stata la scelta di non partecipare alla maratona di Berlino, c’è stato l’ostello di Sofia, c’è stata la fine di quel primo amore, o quantomeno la consapevolezza che oggi non è il momento per provare a darci una chance.

Ci sono stati gli EMIRATI ARABI. L’essere partita con borsa di studio. L’aver fatto la differenza in simulazione. Poi c’è stato l’incidente e la paura che nulla potesse risolversi. Poi c’è stata Lisbona e l’aver trovato casa. Dopo essere tornati, c’è stata la certezza di non essere più sulla scia degli up ed essere “caduta”, non sentirsi in grado di fare nulla, perdere la fiducia. Ma tolto il gesso, ricucendo piano piano le “cicatrici”, riprendendo a fare ciò che amo, incluso scrivere, fare crossfit e tutto quanto, le cose hanno iniziato a sistemarsi. Magari non al punto di essere up and up, ma quantomeno non in caduta libera.

E infine, vacanze di natale top.

Caro 2017, complimenti… il 2018 dovrà impegnarsi per essere migliore.

Have A Safe Journey!
Camilla

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