La corsa di Natale

A Natale ho corso. Per la prima volta dopo troppo tempo. Piano, con un’andatura lenta lenta, per portare a casa due miglia, come meglio potevo. Ho corso con serenità, senza musica, senza guardare i tempi, senza pensare a potrei fare meglio.

Perché la verità è che meglio non potevo fare. L’ultima volta che avevo corso, ormai un mese prima, avevo fatto il mio peggior miglio di sempre, su quel famoso tapis roulant dell’Avani Hotel di Lisbona. A Natale, ci ho messo parecchio a fare le due miglia, ma il primo miglio è stato chiuso in ben 3 minuti in meno della volta prima. Il che significa progresso, a prescindere. Anche se poi, il pensiero dei record c’è sempre e non si può negare. Ma l’ultima volta per battere il record sui 10km ci ho messo due anni e non ho fretta, se per tornare a un passo comodo più allegro ci vogliono due anni, nessun problema.

Si corre per piacere, le competizioni le fanno altri. Si corre per star bene, non per star peggio di prima. Si corre perché si corre, e allora poco importa dei tempi, dei record, di tutto quanto. Importa solo di mettere un passo davanti all’altro, venga come venga, vada come vada. Nel dubbio corri.

Have A Safe Journey!
Camilla

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