“Non capisci quanto vale qualcosa…”

“Finché non la perdi”. O devi allontanartene temporaneamente. O devi allontanartene non sapendo quando tornerai. E se allora ti piacerà nello stesso modo. E se ti sentirai a casa nello stesso modo.

È la mia ultima settimana a Trento. E sono in una fase di crisi esistenziale… perché mi sembra di dover abbandonare le cose a metà, so già che mi mancherà terribilmente Beatrice, la mia migliore amica, mi mancherà sapere che la vedrò tutti i giorni, per un motivo o per l’altro. Mi mancheranno tutti gli amici, quelli “della compagnia”, quelli con cui ieri ci siamo scambiati i regali del secret santa e a cui ho dovuto dire a presto, spero.

Mi mancherà pedalare sul Lung’Adige. Mi mancheranno le corse sul Lung’Adige, da Trento a Rovereto. Mi mancheranno le corse verso Lavis. Mi mancherà girare senza meta tra le vie del centro, mi mancherà fare la spesa alla Despar con le compagne di università nelle pause tra una lezione e l’altra. Mi mancheranno le serate da Moki, le cene da Welcome India, gli aperitivi al Panificio Moderno, le cene di appartamento da America Graffiti, i pranzi da Angolo Tondo, i delivery di Zushi e di Shi’s, il caffè alla cannella o al caramello salato dell’Urban. (Fine della parte food based).

Mi mancheranno le persone. Le splendide persone che ho conosciuto, che mi hanno aiutato a crescere, che mi hanno supportato, sollevato dopo ogni caduta, e ci sono SEMPRE state. Mi mancheranno i paesaggi, i tramonti, le montagne. Le montagne che ho imparato a riconoscere, picco dopo picco, le montagne che ho osservato da decine di finestrini, le montagne a cui ho sempre detto arrivederci e nemmeno questa volta dirò un addio. Lascio Trento con la consapevolezza che per un po’ la mia vita continua altrove. Lascio la via sicura, come sempre.

Perché fa parte di me… La contraddizione profonda dell’amare le certezze, le abitudini e il desiderare costantemente di uscire dalla routine, di partire, senza sapere quando tornare. Fa parte della crescita. Fa parte della vita. La città che ho sentito come stretta, come non quello che volevo, come seconda scelta, è finita per essere il mio grande amore, la mia casa, perché casa è dove ci sono le persone che ci fanno stare bene, giusto?

Sto cercando di non piangere. Ho lasciato camera. Ho staccato la mappa del mondo, la mappa dei sogni e dei viaggi. La mappa che appesi a quella camera la prima domenica che rimasi a Trento, quando avevo capito che forse questa città poteva piacermi. La prima domenica che corsi fino al centro, a perdifiato. La prima domenica che capii che forse non era la mia prima scelta, ma era la scelta giusta.

E anche la casa, quella casa che non mi piaceva, alla fine, la casa non conta nulla, contano le persone. E io ho avuto la fortuna di non aver trovato due coinquiline, bensì di aver trovato una famiglia. E qui cambio argomento perché altrimenti inizio a piangere. E lo già fatto abbastanza.

Ma la vita è fatta di cambiamenti. “Due strade divergevano in un bosco giallo” scrisse Robert Frost, e solo una può essere scelta. Ed io scelgo la sconosciuta. Scelgo di provare, di tentare, e di non avere mai il rimpianto di non aver fatto ciò che amo. Scelgo di essere innanzitutto me stessa. Scelgo di mettermi in gioco, di imparare nuove lingue, di imparare una nuova cultura, di allargare i miei orizzonti. Di chiamare casa quanti più posti possibili.

Finora? Bratto. Londra. Trento… Segue Lisbona, e poi, chissà quale sarà la prossima destinazione!

Have A Safe Journey!
Camilla

P.S. A Lisbona casa non è grande, ma VI ASPETTO TUTTI QUANTI! (A turno magari, eh!)

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5 Comments Add yours

  1. Betta says:

    Sono capitata sul tuo blog per caso, e leggendo questo tuo post non ho potuto non lasciarci una lacrima. Ho studiato a Trento anche io, e l’ho “abbandonata” un anno fa causa laurea.. come ti capisco! I pellegrinaggi alla Despar – soprattutto quelli della domenica in piena sessione d’esami, perché a mezzogiorno duona la sirena e ti accorgi che hai il frigo vuoto, ma non puoi non mangiare – resteranno il mio ricordo più vivo e sincero X)
    Ti auguro tanta felicità, anche fuori da Trento, chissà magari un giorno ci incroceremo in qualche vicoletto del centro, back to the city 😀

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    1. Camilla says:

      Ciao Betta!
      Grazie mille del tuo commento, come dicono gli americani you made my day! Comunque sì, i pellegrinaggi alla Despar sono un MUST del fuorisede. Grazie dell’augurio, spero di innamorarmi di Lisbona quanto mi sono innamorata di Trento.
      In bocca al lupo per tutto quanto…
      Camilla

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