La quasi PAZZIA: 25 giorni senza allenarmi

Come ho detto diversi post fa, mi sono rotta un polso in seguito ad un intervento stradale. Quello che non ho specificato è che mi è  girata la testa per parecchi giorni e prima di tornare al quasi pieno delle mie forze sono passate tre settimane.

Stupido dirsi che non ho potuto allenarmi. Ci ho provato, lo ammetto. Perché per me è fondamentale allenarmi con regolarità per il sempre fatto che mi svuota la testa, mi libera la mente e mi permette di essere decine di volte più produttiva di quanto non lo sia di solito.

E quindi, dopo 18 giorni ho tentato di allenarmi… Ero a Lisbona con la mia famiglia per cercare casa. Era una vita che non facevano un viaggio di famiglia, quelli in cui si finisce in un hotel davvero bello, non nel peggiore ostello della Bulgaria o in un bilocale nel far-Pest di Budapest. Insomma, uno di quegli alberghi con l’area fitness aperta 24 ore su 24. Dove ti danno una salviettina umidificata, una bottiglia d’acqua quando entri e una mela alla fine.

Io, di solito, ovunque vada, ho un completo da running, per ogni evenienza. A Lisbona no. A Lisbona non mi è manco venuto in mente. Fino a quando una mattina mi sono svegliata presto e sono andata in palestra. Con un paio di scarpe da running, la maglietta del pigiama e un paio di leggings “da passeggio”. Non c’era nessuno, ed è stato meglio così.

Volevo correre un miglio, solo uno, per capire a che punto fossi. Ed io ero abituata che il primo miglio lo si corre sotto ai 10 minuti, o comunque entro i dieci minuti. Ho impostato il passo e ho iniziato a correre. 100m. Sono bastati 100 metri perché rimanessi senza fiato e incredula. Ho rallentato. Ho impostato la velocità diversamente e ho corso il mio miglio più lento in assoluto.

E vorrei dire che sono stata delusa da me stessa, per non essere stata in grado di “riprendere da dove avevo lasciato”. Ed è vero, per i giorni successivi, lo sono stata. E sono quasi impazzita quel giorno e nei giorni successivi, mentre cercavo di capire perché cavolo non fossi riuscita a correre quantomeno al solito passo. E sono quasi impazzita perché non ho più avuto il coraggio di provare a correre. E nemmeno il coraggio di andare in palestra sulla cyclette. Perché la verità è che stavo davvero bene, correvo a intertempi che mai prima di allora, la settimana prima di partire avevo fatto il mio PB sui 5km ed ero vicina ad abbattere il muro dei 26 minuti, io, che un tempo mi sognavo di chiudere i 5km sotto ai 30 minuti ero quasi vicina a chiuderli intorno ai 25. E invece, mi sono ritrovata a correre il mio miglio più veloce di sempre.

Ma la verità è che oggi vado fiera del mio miglio più lento. Perché non farà mai la differenza e quando toglierò il gesso e porterò i miei fondelli in palestra, quel miglio sarà servito a ben poco. E sarò comunque debole. Ma non sarò debole come quel giorno. E avrò voglia di riprendere. E passo dopo passo, tornerò meglio di prima. E porterò a termine la mezza maratona a cui mi sono iscritta.

Passo dopo passo. Basta non mollare mai.

Have A Safe Journey!
Camilla

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