The List: 10 Cambiamenti

Lo scorso anno, di questi tempi, mentre iniziavo la mia #BucketList20, non avrei mai pensato che alcuni cambiamenti sarebbero stati veramente possibile e, d’altro canto, avrei voluto vedere maggiori differenze sotto altri aspetti. Ad ogni modo, oggi, al 2 dicembre, a quasi un anno di distanza, sono stranamente felice di quanto raggiunto e positiva riguardo ai futuri cambiamenti. Ma qual è stata la top 10?

10. Il modo di vestire

Mi sono sentita più sicura, abbastanza da provare a osare di più, anche nel look (vedi: una gonna a pois). Ho smesso di andare sempre e solo nei negozi delle grandi marche (Zara, Topshop ecc) e ho iniziato a spulciare tra i negozi vintage, i quartieri tipici delle città in cui vado, alla ricerca di uno stile che prima ancora di essere “alla moda”, fosse il mio.

9. Il modo di pormi alle cose

Lo scorso anno ero molto più ansiosa e preoccupata e piena di paranoie. Ciò non appartiene del tutto al passato, ma ho iniziato ad essere meno ansiosa, a prendermi meno sul serio, ma al tempo stesso ad avere più fiducia in me stessa e questo si è tradotto in un approccio più “rilassato” alle cose, che non guasta mai.

8. Il modo di organizzare il tempo

Sono una persona incasinata, che ama avere una vita piena, perché altrimenti passerei le mie giornate su netflix o pensando troppo alle cose, al senso della vita e ad una miriade di questioni metafisiche che è meglio lasciar risolvere ai filosofi propriamente detti. Quest’anno ho imparato a gestire il mio tempo in modo produttivo (più o meno), a mettere in agenda il tempo non solo dello studio, ma anche delle amicizie, della corsa, della palestra, esame o non esame, sessione o non sessione.

7. I viaggi

Per me viaggiare è sempre stata una grandissima passione e chi mi conosce sa che ho più mappe e libri della Lonely Planet di quanto non sia umanamente accettabile. Quest’anno ho fatto 14 viaggi, più di uno al mese, di cui due extra-europei. Sembrerà stupido, ma alla fine si tratta solo di programmare le cose, usare il sito della Ryanair e capire che contano di più le memorie fatte in giro per il mondo che una casa piena di oggetti inutili.

6. L’alimentazione

Sono un po’ più una health nut, perlomeno più dello scorso anno. Potrei elencare una marea di progressi (e probabilmente se papà sta leggendo questo articolo penserà a tutti i pasteis de nata che mi sono mangiata a Lisbona), ma l’unica cosa che mi sento di dire è questa: ho smesso di pensare al cibo come premio o come punizione, ormai lo considero semplice “benzina” per ricaricare le energie e literally destroy a hard workout.

5. La corsa

Per me correre è sempre stato un amore e un odio, mentre quest’anno è diventato più “regolare”. Mi sono infortunata, per la prima volta, ho fatto una pazzia, e l’ho pagata cara, ma ho anche corso  i miei primi 26km, il mio PB sui 5, 10 e sulla mezza maratona.

4. La famiglia

Su questo avrei molto da dire, ma come sempre nei casi di temi delicati, il blog non mi sembra il posto più opportuno in cui parlarne. Diciamo solo questo: certe volte la lontananza fa bene e aiuta a mettere in prospettiva tutto quanto.

3. Gli ups and downs

La vita è fatta di alti e bassi… ne ho avuto la prova, di recente soprattutto. Ma ho imparato ad accettarlo. Ho imparato che se commetto un errore, non è la fine del mondo, fintanto che sono onesta, soprattutto con le persone a cui tengo. Ho imparato che non c’è sempre solo il sole nella vita, ma senza la pioggia non lo apprezzeremmo così tanto. E soprattutto ho imparato che anche la peggiore tempesta prima o poi finisce.

2. Le amicizie

Chiaramente con l’università ci sono state molte opportunità di conoscere gente nuova e di rafforzare i rapporti di sempre. Ecco, io ho notato che quest’anno ho ristretto la mia “cerchia”, anche se non mi piace usare questa parola, di amici propriamente detti. Gli amici sono la famiglia che ti scegli, giusto? Quindi sì, ci sono gli amici con cui esci a bere un aperitivo dopo lezione, quelli con cui ti scambi gli auguri di compleanno e con cui magari di tanto in tanto esci la sera, ma gli amici, quelli veri, li si conta sulle dita di una (okay, due) mano. E con quelle persone, con quelle che ti scrivono a qualunque ora del giorno, che a prescindere da quante cagate fai in un anno ci saranno sempre, con loro le amicizie rimangono.

1. L’arte del fregarmene

Sono sempre stata etichettata in un certo modo. Come “la figlia di Iannotta”, piuttosto che “la classica figlia di papà”, o altro che onestamente non trovo neanche più il senso di elencare. Ai tempi mi dava fastidio, oggi non più (così tanto). Per me vivere lontano da casa è stato un nuovo inizio e una fase necessaria della mia vita, in un posto dove nessuno mi etichettava più così, perché mi ha permesso di capire che “i figli di papà” sono ben altri e non sono per forza delle persone da buttar via per la cronaca, e soprattutto mi ha permesso di capire che c’è una bella differenza tra essere una figlia di papà e avere una famiglia alle spalle che ti sostiene, sotto ogni punto di vista, non solo materiale, e si fa in quattro, anzi in cento per supportarti e aiutarti a raggiungere i tuoi sogni.

Quali sono i vostri 10 cambiamenti dell’anno?

Have A Safe Journey!
Camilla

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