#RoadTo Half Marathon: Week 4

La quarta settimana di preparazione per la mezza maratona è finita nel migliore, o forse peggiore (dipende tutto dai punti di vista) dei modi, ma andiamo per step…

Lunedì è stata la giornata del crossfit, così come mercoledì (di cui vi ho già raccontato sabato… Ramona a quando la prossima volta?). Sono state due sessioni abbastanza intense, ma vi ho detto che il crossfit mi piace davvero tanto e, se avevo dubbi sui possibili benefici che può dare ai runners, dopo domenica devo decisamente prenderli per buoni.

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Martedì non ho fatto granché, ero abbastanza stanca, così mi sono presa il primo giorno off della settimana. Giovedì mi sono allenata in palestra, ed è stata tosta, anche perché ero da sola ed era la quarta ed ultima volta prima del test dei 10km, il primo, il più tosto, quello che mi spaventava di più. Perché finché sono 7km, si tratta di una quarantina di minuti, quando sono 8 puoi sempre pensare che siano sette e uno scatto lungo, quando iniziano ad essere 9, io avevo optato per saltare il lungo, e quindi da 8km sarei passata a 10, un incremento del 25%, io che ero in ansia dal lunedì prima e in particolare dal giovedì in poi, quando sapevo che non ci sarebbe stata una scusa che potesse tenere.

Venerdì è stata una giornata troppo piena anche per pensare di fare qualcosa, poiché dopo 6 ore di lezione, 3 ore di macchina, imprevisti vari ed eventuali. Sabato? Sabato in realtà sarei potuta uscire a correre, andare a fare crossfit, andare quantomeno in bici o in piscina, ma ho preferito andare in spa (shame on me!) e riposare le gambe per domenica, ovvero l’ultima possibile occasione per fare il maledetto lungo.

Ecco, se alla Sarnico Lovere lo scorso aprile tutto ciò che poteva andare storto è andato storto, devo ammettere che anche il 1st 10k trial non è stato uno scherzo a livello di imprevisti. Iniziamo dalle basi: ero a casa dei miei, in montagna, dove correre in piano non è un’opzione. Così ho convinto papà ad accompagnarmi alla ciclabile e a venirmi a riprendere dieci chilometri dopo, così evitavo di fare avanti e indietro. Sono partita. Il Garmin ha iniziato a funzionare dopo 500m che stavo correndo, il che significava che ne avrei dovuti fari 10,5 km in totale, perché le statistiche le vogliamo precise. Stavo bene e i primi 3km li ho corsi con un passo 20 secondi più veloci di quanto non avessi in mente. Okay, calma, Camilla, rallenta. Ma le gambe non ne volevano sapere di rallentare, non quando tutto sembrava andare bene. Poi… poi ho fatto la ca**ata di uscire a correre dopo 1 ora dalla colazione, anziché 2 e l’ho pagata. Ho incrociato papà al 5 km e stavo ancora bene, poi un paio di salite, la testardaggine di non voler rallentare e ora del sesto chilometro stavo cercando un punto adatto per vomitare.

Sarebbe stato facile mollare. Ma io li volevo portare a termine a prescindere. avevo fatto un ottimo tempo sui 5km, tolto oltre 30 secondi al mio personal best, tanto valeva tentare. Ho passato gli ultimi quattro chilometri tra vomito, un dialogo interiore di ma chi te lo fa fare, molla e torna a casa e la testardaggine di voler finire, perché era davvero un buon tempo. Ho chiuso i 10km. Non come volevo. Tre minuti sotto al tempo obiettivo. Ho tolto quasi un minuto al mio personal best sui 5 e ben 4 minuti al mio personal best sui 10km.

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Forse non è andata come volevo, ma è andata… ora si pensa a mantenerli e portarli a 12-15 entro novembre.

Have A Safe Journey!
Camilla

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