Parole in Circolo: 5 motivi per dire SÌ al volontariato in Africa

L’esperienza africana di volontariato a Saboba con l’associazione HEALTH-AID ONLUS  raccontata da coloro che l’hanno vissuta in prima persona.

Punti di vista, riflessioni e considerazioni dei volontari italiani                                                                                     Alessandro Pagnoni, Laura Trotta e Robeam Getaneh

  1. Parti per ripartire

Partire anche se si ha paura. Partire con sogni chiusi in valigia, di quelli che ci lasciano sognare in grande anche in un villaggio piccolo piccolo. Partire con aspettative, poche, perchè non precludano la gioia della novità.

Sorrisi, amicizia, istinto. Libertà, confronto, vita. 

Così Alessandro e Robeam, due dei volontari italiani in Africa hanno definito il loro viaggio a Saboba.

Il viaggio è stato organizzato da HEALTH-AID ONLUS, una ONG in collaborazione con volontari italiani. L’esperienza svolta dai volontari consiste in un progetto internazionale di sanità pubblica che mira al miglioramento delle condizioni sanitarie di una comunità rurale nel nord del Ghana: Saboba. Il progetto a cui hanno partecipato i volontari durante l’estate 2017 diffonde insegnamenti d’educazione igienica, preventiva e sanitaria all’intera comunità. HEALTH-AID è gestito interamente da personale volontario e sostenuto da donazioni amichevoli.

‹‹Le circostanze vissute in Africa mi obbligavano spesso ad ascoltare il mio istinto e non sempre a seguire la mia ragione – afferma Alessandro. Ero immerso in una realtà che richiedeva l’ascolto delle proprie emozioni e la loro immediata traduzione in azioni. Tornato dall’esperienza africana – continua – mi è stato fatto notare, da chi mi vive quotidianamente, che il mio carattere era più definito risultando più sicuro anche nelle scelte minime››.

L’esperienza lontani da casa e dalla propria terra innesca un circolo di emozioni e paure nuove che si risolve il più delle volte con un sorriso o una parola di conforto. Quel circolo porta il nome di empatia.

‹‹Prima di partire temevo la diversità linguistica, ma ho ben presto scoperto che sguardi e sorrisi sono un mezzo di comunicazione molto più efficace e diretto delle parole›› afferma Laura.

  1. Riscopri l’essenzialità.

L’esperienza di volontariato è stata per Laura semplicità, valore che ha portato con sé chiuso in valigia insieme a pensieri, emozioni e capacità.

‹‹La semplicità è stata l’idea che ha guidato la mia esperienza, dalla preparazione della valigia al ritorno a casa – afferma. La vita quotidiana a Saboba è estremamente semplice, rifiuta il superfluo e punta all’essenziale; così anche io ho provato ad addentrarmi il più possibile in quella semplicità per riscoprire la bellezza e la ricchezza dell’essenzialità››.

‹‹Il contatto diretto con la natura – continua, è inevitabile: una doccia con l’acqua piovana mi ha “lavato” e “purificato” molto più dei più pregiati saponi››.

  1. Lascia entrare le novità 

‹‹“Nuovo” potrebbe essere il comun denominatore delle aspettative che avevo – commenta Alessandro. Mi aspettavo qualcosa di completamente diverso da quanto vissuto nel corso dei miei primi 40 anni di vita››.

‹‹Gli interventi di assistenza sanitaria nei villaggi, credo siano state le emozioni più forti che ho provato. Il nostro obiettivo era quello di raggiungere con un pick-up villaggi isolati in cui gli abitanti non potevano agevolmente usufruire di aiuti assistenziali in strutture ospedaliere. Arrivati a destinazione – spiega, avevamo circa due ore di tempo per radunare il maggior numero di persone, offrire loro il nostro supporto medico, diffondendo nozioni igieniche e distribuendo vestiario. L’unico modo per interagire direttamente con i locali era spesso il linguaggio del corpo per creare un rapporto di fiducia con gli altri. Quindi suoni vocali, strette di mano, sguardi, sorrisi avevano il sopravvento e si traducevano in un’atmosfera di profonda riconoscenza per il nostro aiuto››.

‹‹Entrare in contatto con questa gente è stato per me un momento di grande valore umano che ha inevitabilmente modificato alcuni parametri del mio vivere quotidiano›› conclude Alessandro.

  1. Vivi 

Secondo Robeam il viaggio è stato vitale. ‹‹Mi ha arricchito e insegnato, plasmato e disegnato, ha parlato direttamente ai miei sogni, alla mia mentalità, al mio modo di vedere le cose, anche al mio modo di vivere le persone›› spiega.

  1. Dona te stesso agli altri

Fare volontariato significa donarsi. ‹‹È proprio vero che da un’esperienza simile si riceve molto più di quel che si dona – sostiene Laura. Ognuno di noi ha dato tutto se stesso ricevendo in dono l’altro››.

‹‹L’esperienza non ha cambiato me, ha dato invece forma ai miei sogni e alle mie aspirazioni, al mio modo di vedere e osservare me stesso e gli altri, ha cambiato la mia sensibilità e il mio carattere›› commenta Robeam.

Tutti e tre i volontari ripartirebbero all’istante per rivivere un’esperienza simile, magari in un posto anche diverso. Ripartirebbero per riscoprire l’importanza dell’essenziale che a volte si dimentica; ripartirebbero fomentati dalla curiosità e dalla novità, ma soprattutto spinti dalla tanta voglia di vivere, donarsi, per scoprire e scoprirsi, ancora ancora, e ancora.

Have A Safe Journey!
Beatrice

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