Crossfit: YES or NO?

Qualche giorno fa, leggevo un articolo su Runners’ World in cui una runner raccontava di come aveva usato il crossfit per ottenere un personal best sui 5km (ovviamente si parlava di tempi diversi, intorno ai 4:00/km). Comunque sia, l’articolo a me ha colpito, sul serio. Perché? Perché ho provato il crossfit giusto 2 settimane fa…

Il mio volo per Berlino era a distanza di giusto una dozzina di ore ed io stavo combattendo con tutte le mie forze per costringermi a uscire a correre. Era la solita vecchia fase di crisi, quella in cui il mio ginocchio non regge, io testarda continuo e peggioro le cose. Alla fine, stanca di prendere una delusione dopo l’altra, mi siedo alla scrivania e sistemo un paio di cose a computer. Quando mi viene in mente che hanno aperto una palestra di crossfit, da qualche parte vicino a casa. Controllo su internet se quella sera hanno lezione e ne vedo una ad un orario comodo per me. Decido che ne valga la pena un tentativo. Anche solo per prendere l’ennesima delusione.

Comunque, io ci provo. Mi presento al famoso “box”, come lo chiamano quelli “veri”. Il box è uno spazio ampio, potrebbe essere un vecchio magazzino come concetto, dai colori accesi, il pavimento un alternarsi di gomma e legno. Alle pareti ci sono diverse sbarre (oh cielo, ora mi tocca anche fare le trazioni), gli anelli (di bene in meglio) e una serie infinita di bilancieri e pesi (ma stare al computer a farti gli affari tuoi mai tu, eh?). L’istruttore, Alex, si presenta. Mi chiede se abbia mai provato il crossfit e io rispondo che no, sono una persona piuttosto attiva, ma crossfit non l’ho mai provato. Mi dice di prepararmi a fare fatica, che anche i giocatori di calcio professionisti quando provano il crossfit fanno fatica.

Iniziamo la lezione ed io inizio ad andare in ansia. Mi guardo intorno e tutti sembrano piuttosto allenati. Arriverò a fine lezione viva? Passiamo ai primi movimenti, tra cui il power clean e lo snatch. Okay, il power clean è il mio forte, o meglio, uno di quella ristretta serie di esercizi che so fare con discreta nonchalance (in realtà curo eccome l’esecuzione, altrimenti mi spacco la schiena). Lo proviamo, sono giusto 3 ripetizioni. Direi che è fattibile. Con l’assenso di Alex, carico il bilanciere. Sono la donna che sta usando il peso più alto al momento. Una delle ragazze presenti commenta La stai usando come motivazione, Alex? Ammettilo, eravate d’accordo e sta usando i pesi vuoti. La verità è che i due movimenti fulcro della serata mi vengono piuttosto bene.

Quando racconto il tutto a Martina, il giorno dopo, da Starbucks ad Alexander Platz, lei mi fa notare che io ho la struttura ossea e muscolare più da crossfit che da corsa. Insomma, sembra che io sia davvero portata per uno sport. Per la prima volta, c’è uno sport che mi riesce. Intendiamoci, io non sono portata per la corsa. Sono testarda e quindi corro comunque, ma il mio fisico non è fatto per correre. Così come non sono mai stata fatta per sciare, ho le ginocchia un pochino valghe, per me era un limite. Invece col crossfit è stato diverso. Alla mia prima lezione, per fare snatch e powerclean ho usato un bilanciere da 40kg! Ma quando mai mi ricapiterà una cosa del genere?

Ho provato altre volte e devo dirlo, a me il box piace. So che in molti sono preoccupati per gli effetti, che il crossfit causa anche infortuni e, se devo davvero essere onesta, lo raccomanderei solo a chi ha già una conoscenza (seppur limitata come la mia) dei movimenti di squat, clean, press up, affondi &co. Insomma, non perché siano alla base di tutto, ma se hai una relativamente buona forma, è più facile poi evitare di infortunarsi quando si tratta di fare il WOD (Workout of the Day) del tipo AMRAP (as many reps as possible). Però il crossfit va provato, dico sul serio.

Insomma, quando ti ricapita di arrivare a bruciare 2000kcal prima di mezzogiorno (contando anche le basali) perché il crossfit dà una botta al metabolismo che manco avesse preso la rincorsa? Poi, intendiamoci, quando mi è capitato di andarci di lunedì mattina, quando al box a fare il WOD ero da sola con l’istruttore (ed era un WOD DA 20 MALEDETTISSIMI MINUTI), mi sono chiesta per 1200 secondi perché diavolo fossi andata al box proprio quella mattina. Quando si è trattato di fare 40 trazioni con gli anelli, 40 salti sul box, 40 di un esercizio tipo swing e squat con la kettlebell (al secondo giro 30, al terzo 20 e il quarto che non sono riuscita a finire eravamo a 10), non ne ero contenta, e non ero nemmeno sicura di essere poi così portata per il crossfit. Però il giorno dopo stavo bene e sono tornata al box, come tutti i crossfitters, come quelli seri. Ho maledetto ogni secondo anche il giorno dopo, ma l’ho finito. Maledicendo ogni trazione. Maledicendo ogni affondo. Arrivando ad un certo punto così stanca da non riuscire a fare un press-up. Arrivando a non  riuscire, tre ore dopo, a mettere la valigia sopra l’armadio (lunga storia), perché avevo mal di braccia.

Ma anche i calciatori professionisti fanno fatica a fare crossfit, quindi che pretendo io? Per ora, finché mi diverto, io al box, quando più quando meno (in realtà, quando sono a Bergamo), ci torno. E per il resto, si vedrà.

Have A Safe WOD!
Camilla

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4 Comments Add yours

  1. dobrio says:

    eh ma i giocatori professionisti sono delle 1/2 seghe.

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    1. Camilla says:

      Hahahah ma poveri!

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  2. dobrio says:

    ma l’allenamento come avviene a minuti? ogni giorno c’è una tipologia ben specifica da allenare? Certo è che il cross fit costruisce un gran bel fisico.

    Liked by 1 person

    1. Camilla says:

      Allora, io ti parlo da persona inesperta quindi prendilo con beneficio del dubbio, nel caso del WOD da 20′ l’obiettivo era fare 4 giri (rispettivamente 40-30-20-10 ripetizioni per esercizio) mentre in quello da 10′ l’obiettivo era AMRAP (quante più ripetizioni possibili). Ora, io non so se sia standard o due specifici, ma penso che in linea di massima siano le due tipologie di WOD, poi non so se ce ne siano altri.

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