Trento Half Marathon: Race Recap

Non ho mai mollato a metà una gara. Le alternative erano non partire o partire, mai finire o non finire. L’ho fatto a Trento, nella mia città e tra le vie in cui ho corso per mesi. Ma va bene così.

Ho deciso di correre a Trento per una questione sentimentale, il fatto che giocavo in casa e che per me poteva essere davvero una buona gara, nonostante il mio ginocchio non avesse dato segnali positivi in nessuno dei tentativi. Diluviava ed io col diluvio corro piuttosto bene, perché voglio tornare a casa. Siamo partiti e io stavo bene.

Le mie gambe giravano che era un piacere, il fiato a posto. Ero incredula quando ho visto i primi 3 intertempi, erano circa 45 secondi in meno del mio tempo di allenamento. Ora direte, Camilla, hai fatto la cazzata di partire troppo forte. Forse. Non lo so, le mie gambe erano pronte a tenere il tempo, il mio fiato reggeva, io ero carica. Al quarto chilometro, c’è un lieve saliscendi e io inizio a sentire il ginocchio. Calma. Continuo a correre e seguo il gruppo di runners tutti vestiti di giallo fluorescente.

Al quinto chilometro, prendo un bicchiere d’acqua al ristoro e continuo a correre. Il mio passo resta invariato ed io decido di coprire il Garmin e lasciare che sia il cuore a guidarmi. Il ginocchio inizia a farmi male. Provo a ignorare il dolore, alzo la musica e mi godo il panorama, poi scambio due parole con un runner accanto a me. Niente da fare, il male non passa. Al 7 km, alla fine del primo terzo, ho deciso di mollare.

Non ne vado fiera, non lo dico esultando e non cerco scuse. Dico solo che per me, ieri, mollare era la decisione giusta. Perché altrimenti mi sarebbe venuta la nausea della corsa. Perché altrimenti mi sarei dovuta fermare. Perché altrimenti non avrei chiuso quella mezza come volevo io.

Invece, così facendo, ho capito molto più di quanto una distanza completa avrebbe potuto farmi capire. Ho capito che stavo andando troppo piano in allenamento. Ho capito che la mia comfort zone era troppo di comfort e che si può iniziare a lavorare su altri ritmi. Ho capito che la mia voglia di correre non si ferma qui. Ho parlato con chi di dovere e deciso come lavorare da qui in avanti, prendendo questa domenica come punto di partenza per le prossime avventure, che siano o meno gare. Ho preso la decisione di mollare ieri, per non mollare domani.

Have A Safe Journey!
Camilla

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