Quello che avrei voluto sentirmi dire il mio primo giorno da MATRICOLA

Caro/a matricola,

Benvenuto/a a Trento. Lo so, lo so, non ne capisci nulla di ciò che sta succedendo. Entri nel dipartimento di Sociologia, senti il peso della storia che si porta dietro. Pensi a tutti coloro che sono venuti prima di te e a quanto hanno combinato nella loro vita e ti domandi se ha davvero senso che anche tu, oggi, sia qui. Ti chiedi se sia davvero il tuo posto.

Intorno a te ci sono una marea di studenti, poche matricole, tanti che sembrano avere idea di cosa stiano facendo, che sembrano più adatti di te a un posto del genere. Non è vero, siamo solo abituati a non avere idea di cosa stiamo facendo, del perché siamo qui e soprattutto… sappiamo mentire piuttosto bene.

Scendi le scale, arrivi nel seminterrato, che il primo giorno ti sembrerà un labirinto, ma in realtà è difficile perdersi a sociologia. Penserai che i tuoi tempi di caffè delle macchinette e snack da voltastomaco sia finito quando hai dato l’esame di maturità, ma invece in sala ristoro c’è già la fila per quel liquido che del caffè ha ben poco. Evitalo, almeno stamani, hai i nervi già abbastanza tesi. Attraversa la sala ristoro con nonchalance e, una volta raggiunto il corridoio alla tua destra vedi la fontanella. Riempiti la bottiglia, che a Trento sono tutti ecofriendly e per l’amor di dio non ti comprare una bottiglietta che inquini gli oceani, e bevi un paio di sorsi prima di entrare.

Calma, si tratta solo di farci l’abitudine. Prima o poi, inizierai a sentire questo posto come familiare. Si tratta solo di tempo… Tempo di ricordare i tuoi orari senza guardare l’agenda. Tempo di diventare un filo nerd sulla materia che studi (hai presente passare la notte in dipartimento per seguire le elezioni in the USA? Noi di studi internazionali facciamo questo ed altro).

Ti siedi a lezione, forse uno degli ultimi banchi, speri di non attirare l’attenzione su di te, o forse in prima fila e, già prima che inizi la lezione, tutti sanno già il tuo nome. Qualunque tu sia dei due, il primo, il secondo, o una via di mezzo, non ci pensare troppo. Dopotutto, è il tuo primo giorno, devi godertela. Hai tutto il resto della settimana per preoccuparti…

Penserai che Trento sia un labirinto, che le tre vie, perché alla fine sono tre vie in croce, siano peggio del labirinto di Maze Runner. Si tratta solo di prenderci la mano. Nella prima c’è lo Urban, il negozio di frutta secca, pizza cavour e il Dersut. In via Belenzani, c’è Sosi, un bancomat e poco altro. Nella terza, tutti i negozi, tra cui la Despar, il supermercato che ti salverà la vita giorno dopo giorno.

Per tutto il resto, ci penserai… L’importante, questa settimana, è non lasciarsi prendere dal panico. La routine arriverà. Questa città diventerà casa. Troverai una famiglia. Troverai la tua strada.

E nel mentre, goditi gli errori, ci riderete sopra per anni…

Have A Safe Journey!
Camilla

coffee

 

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