La vera storia di #HaveASafeJourney

Sono passati ormai 3 anni da quando ho deciso di aprire un blog e penso che questo “viaggio”, letterale e interiore, abbia superato ogni mia aspettativa. Doveva essere un blog di viaggi, perché d’altronde, era viaggiare ciò che volevo fare giusto? Ed è diventato, col tempo, con i giusti cambiamenti, il mio spazio. Lo spazio dove lasciar correre ogni pensiero, dove ogni tanto dovrei imparare a mettere qualche filtro, dove nonostante tutto sono riuscita a capire più cose di me di quanto non abbia fatto in altri modi.

Da dove nasce l’idea di un blog?

Ufficialmente ho registrato il dominio di http://www.haveasafejourney.com nel marzo 2015, ma il sito era già online dal settembre 2014. L’idea di aprire un blog ronzava nella mia testa da anni (c’era stato un primo demenziale tentativo quando ero alle elementari/medie ma di questo non ne sentirete parlare e grazie a dio è stato eliminato di recente), ma non c’era la storia giusta da raccontare. Fino a quando non mi ritrovai in aeroporto a Detroit, aspettando di tornare a casa, dopo una esperienza che a tutt’oggi considero tra le più belle e più importanti della mia vita: la prima volta in Canada, che per me è il sogno della vita, la prima volta così lontano da sola e la prima esperienza da au-pair. Il mio volo era in ritardo e così ho aperto un blog. Un solo post: Canada State of Mind, datato 10 settembre 2014.

E il nome?

Il mio film preferito, quando lo racconto mi dicono sia scontato, è Viaggio Sola. Parla di questa donna, Irene, sui quaranta, che sceglie la libertà di viaggiare ogni qual volta possa (per lavoro, come ispettrice d’albergo – che per inciso è il mio backup plan) piuttosto che stabilirsi, metter su famiglia e vivere la classica vita della media donna italiana. Alla fine del film lei dice: Per alcuni il senso di libertà è un elemento irrinunciabile di questa esperienza. Fidatevi del vostro istinto, questo viaggio è il vostro. Sta a voi scegliere come farlo. Have A Safe Journey! Ed è stato un flash. Il mio blog non si poteva chiamare altrimenti: http://www.haveasafejourney.com

Cosa voglio raccontare?

Perché scrivo? Che messaggio voglio dare? Queste tre domande, insieme a mille altre, sono quelle che mi pongo ogni qualvolta mi metto al computer per scrivere un post. Scrivo per me stessa, innanzitutto. Scrivo perché mi fa stare bene e mi permette di ragionare in maniera più efficace sui problemi e sulle questioni di tutti i giorni. Voglio dare un messaggio positivo, poi il resto vien da sé. Voglio dare il messaggio di una donna che, in qualche modo, con tanto di errori, cadute, cambi di direzione, riesca a trovare la propria strada. Voglio raccontare del mio viaggio, dal mio punto di vista. Sono una persona estroversa, ma al tempo stesso chiusa su quelle che sono le questioni vere, una persona caparbia, testarda ed estremamente cinica, che si sforza di restare positiva (dopo un dovuto attacco di panico naturalmente). E voglio raccontare di questo, delle difficoltà di tutti i giorni, che alla fine, con le persone giuste al proprio fianco, è sempre possibile superare. Voglio raccontare dei miei viaggi e delle mie esperienze, voglio raccontare di chi sono e di chi vorrei diventare.

Amici, guests e The Studio

Alcuni post, dopo il primo anno, non hanno portato la mia firma. Vi svelo un segreto: gestire un blog è una faticaccia. Bisogna essere costanti, trovare qualcosa di accattivante sempre e soprattutto trovare il tempo. Per questo ho fin da subito coinvolto le persone che, a mio parere, condividono la mia stessa visione del mondo. Le donne in cui rivedo me stessa, le donne forti, indipendenti, che cadono ma si rialzano più forti di prima. E quindi questa è un’occasione per ringrazia tutti coloro che hanno partecipato, le mie collaboratrici ed ex-collaboratrici Monica e Federica, le occasional writers Paola, Francesca, Beatrice (Hau) e Beatrice, che hanno dato un tocco del loro scintillio a questo spazio, dando vita a quello che abbiamo chiamato The Studio.

Grazie alle persone a me più care (sapete che sto parlando di voi), che mi sono state accanto in questi anni, che si sono lette e rilette i miei post, viste e riviste decine di grafiche, hanno risposto alle email con me, hanno selezionato gli sponsor con me e hanno seguito tutto quanto sempre, con la voglia e l’entusiasmo del primo giorno.

E in ultimo, un grazie a voi. Perché questo spazio è nato come mio sì, ma è soprattutto VOSTRO.

3 anni sono passati e chissà quanti ci attendono… Life is a journey, not a destination.

Have A Safe Journey!
Camilla

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