Viaggio al centro del mio “quore”

– Avvertenze: prima di pensare a un mio errore (orrore) grammaticale, leggete fino in fondo –

Mi è stato chiesto di parlare di un viaggio realizzato quest’estate. E io mi sono detta: <<Io non so fare resoconti>>. Chi mi conosce davvero sa quanto la mia abilità scrittoria sia timidamente incapace a riassumere. Sono intensamente prolissa e scarsamente incline alla brevità, così mi descrivo. Ho pensato: “Parlare di un viaggio non è cosa scontata, si rischia sempre di dimenticare qualcosa”. Allora ho deciso di parlarvi di un posto di cui conosco ogni centimetro; un posto insidioso, ma caldo e accogliente, dove chi ci entra non esce più. Preparatevi, sarà un viaggio intenso … vi porto al centro del mio quore.

In un libro ho letto che un quore è un cuore malato che ha bisogno di vitamina C.                                 E io ho pensato: “Bastasse solo un po’ di vitamina per ricucire cuori spezzati!”.

Io immagino il mio cuore rosso fuoco perché sono sensibile all’amore. Ha un colore vivo, ma superficie crepata. Ci sono strappi profondi e altri lievi, come uno di quei modelli di jeans che vanno tanto di moda quest’anno, dove il denim perde la funzione coprente lasciando ampie vedute a ginocchia e gambe altrui.   Il mio è un quore, ma sento che emana calore e affetto tanto quanto un cuore.

Ora metà quore, anzi forse di più, è in Spagna, a Valencia. Ah, quanto bene si vuole a una sorella …

Un pezzo è proprietà privata familiare da sempre e per sempre. Un altro va agli amici, alle amicizie nuove e a quelle consolidate; a quelli che furono “Amici”, poi divennero “Non più amici”, e ora sono “Di nuovo amici”. So che loro capiranno.

Le crepe hanno nomi maschili, ma questa è un’altra storia.

Il mio quore è in continua evoluzione e spera che qualcuno o qualcosa lo porti a essere un cuore, con la C di contentezza.

Lui ora aspetta con entusiasmo l’inizio delle lezioni universitarie (no, non sono impazzita! Ho sempre trovato nella scuola un grande alleato e l’università mi affascina ancora di più).  Ha voglia di nutrirsi e riempirsi di cose e persone belle. Aspetta di ritornare all’andirivieni Bergamo – Milano, anche se posso confermare che Trenord – ferrovie dello strazio, pardon, dello stato, non è uno dei suoi amanti preferiti.

Il mio quore ha vent’anni, non è sempre stato quore, a volte fu cuore, con la C di capire. Lui ha capito quanto e chi ha amato finora. È stato anche capito, ma solo a volte.

Il mio quore sa essere un grande cuore, con la C di cercare. Ora cerca. Cerca di migliorarsi, di raggiungere i propri obiettivi e di sostenere sempre la verità. Cerca pace.

Il mio quore si ritrasformerà in un cuore, con la C di credere. Perché crede nell’amore, quello vero che ti avvolge e sconvolge. Quell’amore prorompente che non sa né d’amicizia né di fratellanza, ma profuma di passione eterea e felicità.

Ora il mio quore si scrive con la Q di quando. Perché solo quando tutti i pezzi del puzzle saranno uniti, quando un amico mi saluterà, un’amica mi riabbraccerà, una scintilla scoccherà, solo allora ci sarà abbastanza vitamina C. C come cominciare, cominciare di nuovo.

Ora guardate dentro il vostro cuore e fate buon viaggio. Che sia un cuore o un quore … Have A Safe Journey!
Beatrice

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