Perché non correrò la maratona di Berlino 2017

Scrivo questo post con le lacrime agli occhi, ma al tempo stesso con la consapevolezza che sia la scelta migliore per me e con la certezza che un giorno, uno dei miei sogni più grandi, uno dei miei obiettivi principali, che è stato anche l’ancora di supporto dei miei momenti peggiori, troverà coronamento.

Premetto questo: CORRERE MI FA STARE BENE. Non amo correre, non odio correre. So che correre mi fa stare bene, mi aiuta a riflettere, mi schiarisce le idee e mi ha rallegrato nei momenti più bui e permesso di scaricare un po’ di gioia nei momenti più belli. Ci ho pensato tanto e una parte di me tutt’ora non riesce ad abbandonare l’obiettivo. Perché di tutta la bucket list di questo 2017, correre una maratona era l’Obiettivo, quello con la O maiuscola, quello che più di tutto desideri.

Il mio corpo non è un ottimo runner. In parte per causa mia, in parte per cause che non dipendono da me… Qualche settimana fa ho letto un post su instagram di Julia Lucas in cui spiegava come le sue anche fossero perfette per la corsa, come fosse dell’altezza giusta. Per me nulla di tutto questo, ma va bene così. O meglio, me lo faccio andare bene così. Altrimenti penserei al fatto che nonostante corra da ormai 9 anni, continuo ad avere difficoltà a limare anche solo qualche secondo dai tempi, mentre invece in qualsiasi altro sport vedo subito progressi. Quindi non sono adatta per correre, e allora? Io corro COMUNQUE.

Il punto è questo: penso e credo che la maratona sia una distanza che meriti un certo tipo di rispetto. Ha una storia, ricorda volta dopo volta che il corpo umano è in grado di fare meraviglie se preparato nel modo giusto. La maratona merita rispetto. Non ce ne sono di storie. La maratona richiede determinazione, forza di volontà, impegno, dedizione, costanza. La maratona richiede di sacrificare tempo a tutto il resto per allenarsi. Ed io non sono pronta a tutto ciò? Sì e no… Ammetto di non aver dato il massimo quando ero sotto sessione, ma so che potrei comunque essere alla linea di partenza. Ma non voglio. Non voglio perché amo troppo come la corsa mi fa sentire e non sono disposta a fare 42 km e 195 metri di dolore al ginocchio solo perché non ho avuto il coraggio di tirarmi indietro quando ancora era il caso. L’ho già fatto, alla Sarnico Lovere ed è bastato.

Io amo come la corsa mi fa sentire. L’ho già persa una volta. Non voglio che accada di nuovo. In questo 2017 soprattutto, grazie alla corsa ho riscoperto una Camilla che non vedevo da anni. Ho riscoperto una Camilla spensierata, rilassata, che sorride alla vita. Ho riscoperto una Camilla che si piace davanti allo specchio. Ho trovato del bello in me stessa, dopo anni di buio. Ho ritrovato la mia femminilità, la voglia di vestirmi elegante e mettere in risalto un corpo di cui vado fiera. Ho ritrovato la mia sensualità. Grazie alla corsa HO RITROVATO ME STESSA. E non ho intenzione di perdere né la corsa né questa me stessa, che sa di avere davanti ancora tante salite, ma ha la forza per conquistarle, una ad una.

E quindi no, io non corro Berlino. Non corono il mio sogno, non a Berlino 2017 quantomeno. Non lo corono perché al mio corpo correre fa bene, ma dopo i 10km non si sente troppo felice. Non lo corono perché so di poter correre per inerzia quando inizia il dolore al ginocchio, ma onestamente una maratona non si merita questo. Una maratona va assaporata, va sentita, va fatta con il cuore, la testa e anche le gambe, dal primo all’ultimo chilometro. Cuore c’è, testa potrebbe arrivare, ma le gambe? Il ginocchio sinistro quantomeno no.

Quindi no. Fino al giorno in cui correrò 30km senza dolori, io non prenderò il pettorale per una maratona. È chiaro che ho voglia di correrne una, ma voglio dare a me stessa il tempo giusto per correrne una GODENDOMELA, non soffrendone inutilmente.

Ciao Berlino, il solo pensiero di correrti mi fa fremere. Il pensiero di correrti mi ha fatto allenare nelle migliori (vedi Runtrips e morning and sunset runs) e nelle peggiori condizioni (vedi salite sotto il diluvio).

Correrò le due mezze maratona a cui mi sono iscritta e vorrei correrne una a febbraio/marzo in cui fare un tempo preciso, che perché no, in realtà si potrebbe fare anche questo novembre. Correrò tanto, correrò poco, non correrò? Non lo so. Ho la fortuna e il privilegio di essere seguita sotto i diversi aspetti della mia vita “sportiva” da persone di cui mi fido ciecamente e su cui so di poter contare sempre. Parlerò con loro. Deciderò con loro. Ne discuterò, faremo una nuova tabella, inizieremo una nuova preparazione, non lo so. Per il momento so che questa è l’unica scelta possibile per me. C’è troppa carne al fuoco e ci sono altre priorità. Correre una maratona al momento è fuori dai giochi.

Have A Safe Journey!
Camilla

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#TB a quando usavo gli occhiali da sole per nascondere la mia faccia poco contenta.
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