Pack and Unpack: a (quasi) 20 anni sono ancora incapace di fare una valigia

Io e le mie amiche ci ridiamo sempre: a quasi 20 anni, con quasi 20 anni di viaggi alle spalle, non so ancora fare una valigia. Finisco sempre per portare troppo o troppo poco. Vi faccio un esempio: parlavamo delle 36 ore a Londra… Ho portato 3 cambi e 2 completi da corsa, na follia! Ogni 7 ore avrei potuto cambiarmi. Ne ho usati? 3 cambi e 1 da corsa. Nel dubbio, meglio più che meno, giusto? Altrimenti la Ryanair senza i miei eccessi di bagagli di che cosa vivrebbe?

Vista la premessa, la mia adorata Beatrice mi ha regalato una check list di cosa portare in valigia (ma il Garmin non è nell’elenco! Haha), che un po’ ha aiutato (sì, dillo al tassista che alle 5 del mattino vi ha accompagnato in stazione a prendere il treno per Roma e ha dovuto sollevare la tua valigia).

Nella valigia io ci metto stravaganza. Il cappello di paglia che a casa non metto mai, il pantalone verde smeraldo, la pochette oro. Insomma, quelle cose che a casa non metti perché chissà cosa pensano, già mi dicono che sono sempre troppo elegante. Il vestito lungo lungo che metto solo per fare le giravolte in stile Marilyn Monroe. La gonna rossa, quella che sembra uscita da un film (eccetto che la indosso io LOL), che a casa non metto perché mi sentirei dire ma dove vai vestita così? L’impermeabile da londinese e gli stivali alla cavallerizza, ogni stagione ha i suoi immancabili in valigia. E ogni viaggio porta con sé nuovi immancabili. Perché io odio comprare cose sempre e solo nello stesso posto.

Vorrei un guardaroba dove ogni vestito racconti una storia, la storia di una città in cui sono stata, di un’avventura che ho vissuto e di un viaggio che ho fatto. Vorrei un guardaroba che mi rispecchi, nella mia esuberanza e nel mio cinismo, che abbia un briciolo di Parigi, una bella dose di Londra e un pizzico di New York… un tocco di Tokyo e una spolverata di Pechino, un bracciale dall’Egitto, un paio di orecchini dal Brasile. Vorrei quel sentimento di cittadina del mondo anche nei vestiti, perché ogni giorno possa ricordami che il mondo è un libro e chi non viaggia ne legge una pagina soltanto.

Have A Safe Journey!
Camilla

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