Counting the Weeks: Now the STRUGGLE Begins

La sera che ho comprato il pettorale per la mia prima maratona era mezzanotte passata, ero tornata da una festa, ed ero al telefono con Martina. Mi ero detto ma sì, tanto c’è tutto il tempo! Ecco, in realtà mi sbagliavo. Non c’era tutto il tempo, col cavolo che c’era tutto il tempo. La maratona si avvicina, paurosamente ed io mi ritrovo la sera davanti all’agenda a chiedermi come sia possibile riuscire a conciliare tutto. Perché ha davvero dell’assurdo.

Il lato positivo è che a prescindere da come sia andato l’esame, fino a settembre non se ne riparla, il che significa avere parecchio tempo per quantomeno tentare di combinare qualcosa. Papà, dall’alto di due maratone, ha iniziato a dirmi che dovrei andare a nuotare tutte le mattine e fare 15km al giorno almeno 5 giorni a settimana e poi un lungo (MA OH, PER CHI MI HAI PRESO?). Sì, certo, poi vado anche a fare i trail con Sally McRae e vorrei qualcuno che mi facesse foto fighe quanto le sue però!

Ad ogni modo, per fortuna non mi sono affidata solo a questo consiglio (anche perché non so quanto le mie ginocchia sarebbero felici di tutto ciò). Però chiaro, senza preoccuparsi così tanto dello studio, posso dedicare più tempo a preparare questa maratona. Che poi, chissà come sarà.

Ho passato gli ultimi 2 anni a promettermi e ripromettermi che avrei finalmente preparato e corso una maratona, ma poi ho sempre ripiegato altrove. Il perché? Mancanza di voglia, mancanza di dedizione e, sempre secondo alcuni “amici”, la corsa non fa per me. Non nuotavi da quanto? 5 anni? e la prima volta che sei andata hai fatto 80 vasche, non sei mai andata in bici e ora ti sei iscritta al gruppo di Rapha… Corri da ormai oltre 9 anni e ancora boccheggi – io due domande me le farei.

Però non mi sono mai posta il problema di correre effettivamente una maratona. Io ero brava ad andare sul sito di Terramia, controllare i prezzi, cercare l’albergo che mi piacesse, guardare i voli, ma non prenotavo mai. Alla fine mi tiravo indietro. Invece, per colpa di Marty (o forse per merito di Marty) quella era non mi sono tirata indietro. Mi sono detta ora mi iscrivo e l’ho fatto.

I committed, so the least I could do was to show up.

Ed ora inizia il brutto, o forse il bello. Dicono che la preparazione a una maratona sia un’esperienza psicologicamente, fisicamente e spiritualmente distruttiva, ma anche costruttiva. Con questo non voglio spaventare né me stessa né i potenziali futuri maratoneti. Semplicemente ricordo in che stato fossero papà e Isa dopo Londra. E forse anche dopo New York, ma all’epoca io ero demolita causa fuso orario quindi figuriamoci.

Ad ogni modo, io mi sono iscritta, quindi ora ci provo. Come arriverò alla starting line? Per ora punto ad arrivarci viva. (Just kidding!)

Have A Safe Journey!
Camilla

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