Del perché il numero sulla bilancia non conta un ficosecco

L’altra mattina sono salita sulla bilancia, speranzosa di vedere chissà quale risultato. E niente, eravamo a -2kg dall’ultima volta che mi sono pesata. Mi aspettavo di più, ho pensato fra me e me. La verità è che mi rendo conto più dai jeans che dalla bilancia del cambiamento degli scorsi mesi.

Così, mentre cercavo un documento, ho recuperato una vecchia analisi della composizione corporea e l’ho confrontata con quella attuale. Ecco la soluzione a tutto quanto: nella prima analisi, avevo 20kg di muscoli, nell’analisi fatta la scorsa settimana 30kg di muscoli.

Ci sono dieci chili in più di muscoli, che non sono certo caramelle! Insomma, ecco spiegato il motivo. Ecco perché i jeans mi vanno larghi, ma la bilancia ed io siamo ancora non troppo amiche. Quindi ho recuperato due foto, una del luglio 2015 (a sinistra) e una dello shoot fatto qualche settimana fa per una sponsorizzazione del blog (a destra).

IMG_8984.JPG

Dunque, ho pensato parecchio a se condividere o meno sia quanto scritto sopra sia questa foto. Ma vista l’ossessione della nostra società per il numero della bilancia, ho deciso di superare le ansie e raccontarvi tutto. A detta della bilancia ci sono 2kg di differenza tra le due foto.

Nel luglio 2015, se mi avessero chiesto di correre in reggiseno sportivo, non per uno shooting, ma anche solo per il caldo, mi sarei rifiutata. Mi rifiutavo persino di usare gli shorts (infatti c’erano 30 gradi all’ombra e io caparbia avevo i leggings lunghi).

Tra la foto a sinistra e la foto a destra, ci sono circa 1800km di corsa, 35 ore (che poi sono quasi sempre ore e mezza o due ore) di personal training, una cinquantina di volte in palestra per conto mio, più o meno 400km di bici, almeno 500 vasche di nuoto (sì, nel dubbio mi ero presa bene pure per il nuoto LOL), una quarantina di classi di fitness di total body, qualche lezione di yoga, pilates, primitive, tennis e kickboxing, qualche classe di crossfit a Londra, diecimila passi al giorno per chissà quanti giorni, una hell week.

Dopo tutta questa fatica, onestamente nella foto di sinistra poco importava che dovessi correre in reggiseno sportivo (ma un investitore che faccia burqa da corsa mai, eh?), e sì, ho ancora i leggings, ma questa volta perché li trovo più comodi.

Chi mi conosce da anni sa quanto ero pigra (fino a quando Jessica nel marzo 2015 non fece la prima magia) e quanto per me certi alimenti fossero irrinunciabili (ma la pasta bianca non fa così male suvvia! – che poi a me manco piace la pasta). O se non irrinunciabili, quantomeno non considerati poco salutari. Non ho fatto tutto in una settimana o in un mese. Non ho fatto tutto da sola. Ho chiesto aiuto a chi ne sa più di me, ma non tutto insieme. Prima ho iniziato a bruciare più calorie in palestra e facendo sport. Poi ho iniziato a mangiare meglio. Poi sono andata da una nutrizionista perché il mangiare meglio non era abbastanza. E così mi sono sentita dire che ho un’alimentazione molto purista, ma stando nell’ottica di colazione  da re, cena da poveri, ho rallentato il mio metabolismo (insomma, tutta ‘sta fatica per niente?). Ho cercato, lottato e spero di aver trovato un buon equilibrio. Non senza difficoltà, non senza fare passi indietro, non senza ricredermi e non senza provarci.

Ma oggi, a quasi 8 mesi da quel famigerato lunedì di novembre in cui, guardandomi allo specchio, mi ero detta basta, così non andiamo bene, oggi mi rendo conto che il numero sulla bilancia non conta un ficosecco e che il mio vero cambiamento è stato a prescindere da quel maledetto numero. Che ciò che conta è come mi sento, come mi vedo, come mi stanno i jeans. Ciò che conta è che ho uno stile di vita attivo, che ho uno stile di vita sano, che faccio sport perché mi piace e se cado, se mi infortunio (ho preso una storta alla caviglia qualche giorno fa) e devo stare ferma (o quantomeno non posso correrci sopra) mi pesa quanto un tempo mi pesava fare sport.

Oggi per me non esiste una giornata senza fare nulla. Mi rendo conto che se non vado quantomeno a farmi un giro in bici o a piedi o di corsa non rendo. E allora ripeto, smettiamola di focalizzarci sul quel maledetto numero. Perché a detta della bilancia io ho perso 2kg. Ma IL NUMERO SULLA BILANCIA NON CONTA UN FICOSECCO. E, quantomeno per me, la foto sopra ne è una prova sufficiente.

Have A Safe Journey!
Camilla

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