Ma perché CORRI?

Onestamente? Me lo chiedo ogni volta che vado. Non prendetela nel modo sbagliato, ma tra il correre e il pensare di correre c’è una grande differenza. Insomma, pensare di andare a correre è bello, è gratificante, quasi più della corsa stessa. Pensi all’outfit da indossare, pensi alle scarpe, potresti passare ore sul sito della Nike, a scegliere i leggings giusti, una dry-fit che è esattamente identica alle trenta che hai nell’armadio, ma vuoi non averne bisogno? Poi c’è lo scatto tattico che andrà su instagram, la app di Nike Running con cui condividere i km e sfidare gli altri runners, il Garmin che segnerà tante calorie bruciate, tu che incontrerai sicuramente la mamma di quella tua amica con cui andavi all’asilo che ti dice sempre di corsa!, l’ex allenatore di sci che carinamente se ne esce con un ne hai da correre, la coppia di anziani che camminano al tramonto incitandoti con un forza forza, beata gioventù! Siamo onesti, il pensiero di correre è scenico. È emozionate l’idea di chi incontrerai. Della strada che percorrerai. Dei tramonti che vedrai. Poi però, quando ti decidi ad allacciare le scarpe le cose cambiano.

Io esco sempre con buone aspettative, ma imponendomi di prendere la corsa come viene. L’ultima che ho detto a Martina qualche giorno fa è che dai 5k in poi è un lungo, non ce ne sono di storie. Ora, con questo non voglio dire che io detesti correre, ma nemmeno che ami correre. Mi piace correre quando ho finito, quando di ritorno da Rovereto in treno con Bea chiamo Zushi a domicilio. Mi piacciono i tramonti. Il correre? Beh dipende.

Il 99,9% delle mie corse finisce di merda. A detta di mio padre, la corsa non fa troppo per me, forse dovrei darmi al nuoto. Eppure persisto. Perché la corsa c’è stata per me nei giorni peggiori e il minimo che possa fare è fare un altro tentativo, giusto? Anche se poi sono ormai 9 anni che ci provo senza troppi risultati. Io e il moribondo? Ancora insieme, da buoni amici. La sexy pace? È la mia usual pace, alla faccia di tutti i runner da 4:00/km (bravi comunque!).  Insomma, a me correre piace, forse. Diciamo che quando arriva quella corsa, quella che finalmente va come dovrebbe, allora tutto ha un senso. Ovviamente, beccarne una al mese di quelle corse sarebbe già un grandissimo risultato. Di norma, credo di essere sulle 3 all’anno, e non mi è mai successo in gara, mannaggia la miseria.

Questo però non mi invoglia a smettere di correre, forse perché penso che tra tutti gli sport possibili proprio la corsa sia quello che fa per me. La strada facile non è mai scenica come quella difficile, d’altronde. E quindi, quando mi chiedono perché corro, mi viene da rispondere: così, per passatempo. Nel dubbio, corro.

E poi… Corro perché frequento troppa gente attiva che ormai considera il ci vediamo stasera? un invito a correre insieme la sera, e non un aperitivo. Perché, nel dubbio, corrili ‘sti 5km!

Have A Safe Journey!
Camilla

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