Di quella volta in cui conobbi Martina

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Era una fredda serata londinese e anche i più temerari sbacchettavano nel freddo della city. Lo ricordo come se fosse ieri. Un messaggio su facebook, mandato per puro caso… Hey, tu ci sei stasera? Ti va se ci incontriamo alla stazione di Battersea? Perché io non ho idea di come ci si arrivi… Ti lascio il mio numero. Ed è stato semplicemente così, con un messaggio di poche parole, anche perché tenere le mani fuori dal cappotto era pressoché impossibile, che ho conosciuto una delle mie migliori amiche.

Io conoscevo Martina solo di nome, ci eravamo ritrovate nello stesso gruppo di fanatici di corsa, RunLovers, qualche mese prima, avevamo chattato sì e no per una decina di messaggi nei mesi precedenti, quando avevo una mezza idea di andare a Londra per la triennale, ma nulla di più. Non posso dire che mi stesse antipatica, ma non la conoscevo abbastanza per dire che mi stesse simpatica. Di lei sapevo solo che vive a Londra, che frequenta il King’s College e corre. Bastava per instaurare un rapporto di amicizia? Chi lo sa…

Due ore dopo quel messaggio, io ero a Victoria Station, nel centro sud della city, a chiedermi quale fosse il treno da prendere per Battersea Park. Tutti fermavano a Clapham Junction, manco uno che si fermasse a Battersea. Bell’impressione, che darò a Martina, sono pure in ritardo! Mi ero detta. E poi? Come l’avrei riconosciuta tra tutta quella folla? Dieci minuti dopo, mi stavo chiedendo tutt’altro. Sarà tanto veloce? (Non giudicatemi, ogni runner che esce a correre con un altro runner ci pensa fidatevi).

Comunque, dovetti presto smetterla di farmi mille paranoie, visto che il treno era arrivato a destinazione e per poco non proseguivo verso la periferia di Londra. Poco dopo i tornelli, infondo alle scale, notai una ragazza con in mano un telefono. E’ lei o non è lei? Mi chiedo tra me e me. Okay, è vestita da running giusto? Quindi potrebbe essere lei, o comunque potrebbe essere di NRC e sapere chi sia Martina.

Martina? – domando.
Camilla? – mi dice lei.
Ecco, io credo di aver poi blaterato qualcosa del tipo per fortuna che ti ho incontrato perché avevo paura di fare una figuraccia con una sconosciuta. e se non ricordo male anche lei deve avermi detto qualcosa di simile, perché la situazione aveva dell’assurdo. Ad ogni modo, ci avviamo verso il Millennium Stadium, la pista di atletica di Battersea Park.

Né io né Martina abbiamo avuto un passato nell’atletica, ma ci siamo state quanto basta per capire che quel terreno rosso non perdona. Mai. Manco per sbaglio. Ci cambiamo, lasciamo le cose negli spogliatoi e sembra subito l’estate 2015, quando correre con Nike era l’abitudine e in pista si andava sempre di mercoledì sera. Eccetto per il freddo. Incontriamo gli amici di sempre, quelle persone che ci fanno stare bene con un solo sguardo, incontriamo Anna, Nic, Sophie, Emma, Amanda… tutti quanti insomma. E sarà stato perché io e Martina siamo delle sexy pace runner allo stesso modo, ma finiamo nello stesso gruppo. Con calma, molta calma, passa anche la sessione. In certi momenti vorremmo sputare sangue, ma comunque continuiamo. Perché è l’atmosfera.

Una volta finito, da classica italiana, propongo a Marty, sì, nel frattempo da Martina è diventata Marty, di andare fuori a cena. Qualcosa di easy. Finiamo alla Steak & Co a Leicester Square, uno dei miei posti preferiti, soprattutto per le sweet potato fries. Iniziamo a parlare del più e del meno e fin da subito mi rendo conto che abbiamo un sacco di cose in comune. Mi sta simpatica, penso, ora posso dirlo. Così parliamo, di quello che capita, senza fretta, senza pressioni. Come va, va.

La serata finisce e io torno in hotel, Marty a casa. Nei due giorni successivi non ci vediamo granché, lei doveva studiare/lavorare e io ho rivisto gli amici di sempre. La sera del capodanno cinese ci diamo di nuovo appuntamento. Usciamo a cena, in un altro posto easy e di nuovo mi rendo conto che con Marty mi trovo proprio bene. Ah, siamo anche andate da Yorica a prendere il gelato veg. La LONDINESE doc certe cose le conosce, vero Marty?

Arriva il lunedì, la mia triste ultima giornata a Londra. Ah, quanto mi mancherà la city. Marty ed io ci vediamo per pranzo da Whole Foods a North Kensington, un posto che entrambe adoriamo.  A pranzo andiamo di noodles e poi andiamo a fare un giro in quei quartieri di Londra che da brava londoner Marty conosce come le sue tasche… prima volta a Holland Park e ci siamo quasi perse, nella nebbia e nel giardino giapponese. Le ore passano ed io mi rendo conto che questa persona, che fino a una settimana prima conoscevo solo attraverso uno schermo, inizio a considerare una amica. Non volevo dirlo, ma mi mancherai un sacco nei prossimi giorni, dice lei. E io penso e dico qualcosa di simile. Ha dell’assurdo, ma in 5 giorni ho trovato una persona simile a me in tutto (eccetto ambito lavorativo/universitario, ammettiamolo) con cui mi trovo davvero bene. Restiamo in contatto, mi raccomando! Ci ripromettiamo.

L’ultima cena non la passiamo insieme ed io parto col solito rammarico di quando lascio Londra, o come la penso, la mia adorata Londra. La mia città preferita. Parto col rammarico di aver preso i biglietti per una settimana solo e non per una vita, per aver preso il ritorno e non aver preso un biglietto di sola andata.

Da quel lontano mercoledì, non passa giorno senza che Marty ed io ci scambiamo almeno un messaggio, anche se di norma sono dozzine di messaggi e un paio di chiamate. Oggi considero Marty una delle mie amiche più care, se succede qualcosa, qualsiasi cosa, ci sono quattro rocce su cui contare e Marty è diventata, nel giro di qualche mese, una di queste. Ormai abbiamo pure il ciclo sincronizzato!

Incredibilmente, e fidatevi quando dico che ha dell’assurdo, entrambe ci siamo riprese in mano la nostra vita dallo stesso giorno. L’esatto stesso giorno dello stesso anno. Entrambe corriamo. Entrambe siamo delle foodies ma più o meno healthy. E io boh, questa esplosione di energia nella mia vita credo mi abbia fatto un gran bene. Ah, giusto, perché voi non lo sapete, ma una sera di aprile, quella pazza di Marty mi ha convinto a prendere il pettorale della mia prima MARATONA! Ci pensate? Un weekend (lungo) di noi due befane in una delle più belle città europee! Se non fosse che ci sono da correre 42.195km e non avessimo in serbo diverse cose prima durante e dopo…

Allora, Marty, tu sei contenta di avermi conosciuto? Pronta per le nostre #2017Follie?

Have A Safe Journey!
Camilla

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Si vede già dalla faccia di Marty (giacca rossa) e dalla mia (okay, chi altri poteva saltare nel bel mezzo di una ripetuta) la gioia del momento!

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