Project 166: #1 Mind

Mind is everything

La mente è tutto. Ciò che pensi, diventi – Buddha.

Penso a queste parole mentre pedalo sul Lung’Adige fino in università. Detta e ridetta, cambiata in ogni modo, ma alla fine è sempre la stessa storia: il corpo fa ciò che la mente dice, la mente fa l’80% del lavoro, mens sana in corpore sano.

Se ripenso a ieri sera, mi viene da sorridere e da strapparmi i capelli allo stesso tempo. Perché una cosa è avere un sogno. Pensarci, scriverlo su un pezzetto di carta, condividerlo con le persone a cui tieni e che tengono a te, con le persone che sai possono aiutarti a raggiungere quel sogno e percorrere un pezzetto di questo viaggio della vita con te… un’altra è dire “conferma transazione, basta sognare, io voglio agire”. Sono stata brava a sognare questo momento, sarò altrettanto brava a viverlo? What you think you become.

Credo di aver avuto la mia buona dose di felicità negli ultimi giorni, Valentina oggi mi ha detto che sono “la positiva del gruppo”, sì, parlava proprio di me. Io, quella che di solito è altalenante, sempre a metà tra l’euforia inspiegabile e il nervoso universale. Non so quanto durerà questo high, questo up, ma la vita è fatta di alti e bassi, e accettiamo quel che arriva, giusto?

Mancano esattamente 166 giorni al più grande progetto in cui mi sia cimentata finora (Martina, credo tu abbia una brutta influenza su di me), sento le farfalle nello stomaco come da tempo non mi capitava, la gioia puerile che mi fa sorridere per ogni cavolata, sento l’energia, la voglia di trovare, ritrovare o perdere innanzitutto me stessa.

Così dubito, penso se scrivere o meno di tutto ciò. Un po’ mi va di condividere di questa avventura, un po’ sono spaventata di non portarla a termine (come se Martina me lo permettesse).

La verità è che ho deciso di crederci. Sabato correndo la mente mi ha dato prova di essere in grado di fare quanto le chiedessi, le ho chiesto di correre nonostante il mal di ginocchio, le ho chiesto di andare avanti anche quando pensavo di non farcela, e lei l’ha fatto. La differenza tra le due corse a 2 settimane di distanza stava proprio in questo: la testa. Camilla, forse non ti sarai allenata come volevi, ma questa volta hai la testa, a differenza di quando hai corso Londra. E allora, nonostante non sia ancora dove voglio essere, non sia ancora neanche lontanamente vicina a dove voglio essere, ci provo. Ho deciso che domenica 23 aprile sarò alla starting line. Se poi va bene, tanto di cappello, se andasse male, saprò (anzi, sapremo) da dove ricominciare, o riprendere, cosa cambiare e cosa tenere.

Mi sono iscritta a questa gara prima di tutto per me stessa. Perché erano anni che la seguivo, volevo fare una gara vicino a casa, volevo andarci in macchina per i fatti miei, molto tranquillamente, e così mi sono iscritta. Lo considero un lungo. E poi, si prende quel che arriva. Strong body, strong mind. Mens sana in corpore sano. La mente fa l’80%. E come ha detto Beatrice a Valentina, quando qualche ora fa tentavo di convincerle a correre con me, dovresti vederla quando corre, è in pace con il mondo.

The mind is everything, what you think you become.

I think about this, while cycling on the path next to the Adige river, going to university. Said countless time, changed in every possible way, but at the end the winning formula is simple: the body achieves what the mind believes, the mind does the 80% of the job, healthy mind in healthy body.

Thinking back to yesterday night, I feel like laughing or crying, still don’t know. Because one thing is having a dream. Thinking about it, writing it on a piece of paper, sharing it with those you care about and that care about you, with those you know can help you reach it and share part of this journey called life with you… another is saying “Pay now, I’m tired of dreaming I wanna make it!”. I was good at dreaming this, will I be good enough to live it? What you think, you become.

I think I got a fair amount of happiness lately. Valentina today told me I’m the positive one of the group, yes, me! The one who normally is a rollercoaster of emotions, always between reasonless euphoria and universal nervousness. I don’t know how long this high, this up is gonna last, but life is ups and downs right? And we accept what we get.

It’s only 166 days till the very biggest (grammatically incorrect but I have to share my pristine joy) project I tried until now (Marty, I guess you have a bad influence on me), I feel butterflies in my stomach, the naif joy that makes me smile for everything, I feel the energy, the will to find, re-find or lose myself.

So here I am, wondering whether I should write about this or not. Because I’m so excited about it, but also a bit scared I’m not going to make it (as if Martina would allow me to).

The truth is, I decided to try. On Saturday, while running my mind proved to do what I asked, I asked to run no matter the pain in my left knee, I asked to run even if I thought I wasn’t going to make it. The difference between the 2 runs (18 k and 21k) was this: mind. Camilla, maybe you didn’t train as much as you wanted to, but this time you have the mind, while you hadn’t in London. So, even if I am not where I want to be and not even close to it, I decided that on Sunday April 23rd I’m gonna be at the starting line. Then, if everything goes well, that’s great, if it doesn’t, I will (actually we will) know where to restart or continue, depending on the perspective, what to change and what to keep.

I signed in for this race for myself in first place. Because I had been seeing it for years, I wanted to run a race next to home, I wanted to go there by car, by myself, easily, and so I signed in. I consider it an endurance run, just like another training run. Then, we take what we get. Strong body, strong mind. Mens sana in corpore sano. Mind does 80%. And, as Beatrice said to Valentina, when I tried to convince them to come running with me, you gotta see her when she runs, she’s at peace with the world.

Have A Safe Journey!
Camilla

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