Show Me That Healthy Glow: #16 Tre Mesi (ITA)

Tre mesi fa una ragazza qualunque è entrata in una palestra qualunque. Era incerta, insicura, ma ha deciso comunque di fare il primo passo… era un freddo giorno di novembre, che oggi sembra ormai così lontano. Tuttavia, il momento in cui ho risposto alla domanda qual è il tuo obiettivo? perché vuoi allenarti? è ancora nitido. Posso solo immaginare cosa abbiano pensato, perché se oggi ancora non sono allenata, figuriamoci a novembre.

Oggi, anzi ieri, la stessa ragazza è entrata nella stessa palestra. I proprietari e gli istruttori oggi mi conoscono per nome. Quando sono a Trento, passo almeno un’ora al giorno lì. Oggi mi sento a mio agio lì, qui, con me stessa. Ma c’è voluto molto tempo…

Il viaggio verso una me più felice è iniziato nell’estate 2014, che credo sia stato uno dei periodi peggiori della mia vita, in cui mi sono ritrovata in un circolo vizioso da cui non riuscivo a uscire. Ho provato e riprovato, ma a febbraio 2015 ho raggiunto il mio peso massimo. Dopo meno di un anno di magia di Jessica, sono stata in grado di correre la Royal Parks Half Marathon (ottobre 2015). Tuttavia, per rendere la corsa una parte fissa della mia vita, serviva ancora parecchio tempo e parecchio supporto… dopo circa 7 mesi di corsa e acquagym con Maria, ero convinta di essere in una buona condizione di corsa. Ma dopo l’estate in Corsica e il trasloco a Trento, non ho corso per 6 settimane. Fino a quando, un pomeriggio, in macchina papà ha sottolineato che non avevo corso per parecchio tempo. Hai corso sempre, quando più quando meno, da quando avevi undici anni, capisco che tu voglia una pausa, che ci sono altre priorità e tutto il resto, ma so che sei più serena quando corri. Ha giocato la carta della sera prima della maturità quando siamo andati a fare ripetute sulla salita dietro casa ed è riuscito a convincermi. Ci ho provato, ancora una volta e forse quella volta è stata sufficiente.

3-months

Tra la foto di destra e la foto di sinistra (11 novembre 2016 vs 15 febbraio 2017) ci sono poco più di tre mesi. Ora, potrei fare una lista di tutto ciò che è andato storto negli scorsi 97 giorni. Iniziando dagli struffoli di natale i cui segni sono ancora sui miei fianchi, i giorni in cui non avevo voglia di correre (o anche solo di uscire dal letto), i giorni in cui la colazione era a base di Gocciole, o qualche giorno fa quando mi sono allenata troppo e mi sono dovuta fermare (sapete già la storia, eh?). Potrei andare avanti per ore ed ore, so che la mia vita è ancora un casino e il mio stile di vita lontano dal bilanciato (4 ore di sonno per notte non aiutano, per la cronaca). Ma c’è anche qualcosa di positivo che vorrei dire.

La ragazza a sinistra, facendone una questione prettamente numerica (confermata this morning salendo sulla bilancia) è circa 4 kg in meno della ragazza di destra. Non ho perso il peso che volevo, anche ieri il mio istruttore ha sottolineato che dovrei seguire una dieta più equilibrata, perché Camilla, ti alleni tanto, sarebbe una soddisfazione anche per te. Sì, volevo dire che sì, sarebbe stato davvero soddisfacente. Volevo anche dire che la maggior parte delle volte mangio sano, ma poi saremmo entrati in ambiti che per ora restano privati.

Ad ogni modo, oggi ho visto le due immagini e ho riflettuto sui due momenti e come mi sono sentita quando ho scattato le foto. Nella foto di sinistra, uso il braccio destro per coprire il mio fianco, forse non si nota, ma me lo ricordo bene. E, già che avevo un asciugamano, l’ho usato per coprire parte della gamba. Assurdo eh? Ma è stato davvero così. E ricordo anche che ero convinta fosse stato un duro allenamento e oggi quello mi sembra una cavolata (ah, bei tempi!). Ma soprattutto ricordo l’incertezza di quel giorno e la paura di fallire di nuovo.

Nella foto di destra, la ragazza indossa la stessa t-shirt, per caso. Ma non copre il fianco, è più serena, è più rilassata. Ora, devo ammettere che anche la ragazza di destra si è sentita incerta quando si è trattato di usare i bilancieri. E quando si è trattato di andare in sala pesi dove si allenano quelli seri. Ma proprio oggi ho capito che la maggior parte di quell’insicurezza, di quel blocco è mentale, solo mentale.

La tiro per le lunghe e vi racconto di un episodio dell’allenamento di oggi… Premetto di non avere un profondo amore per gli squat (o per qualsiasi altro esercizio, siamo onesti) ma più o meno li so fa, okay? Quindi, inizio a farli senza peso e va bene. Christian mi passa un bilanciere leggero, vuoto, e io vado nel pallone. Non riesco a scendere. Mi blocco, non so perché, come. Mi blocco. Qualcosa mi impediva di continuare. All’inizio, Christian ha messo una sicura dietro di me e non so perché o per come, ma sembrava che il box avesse peggiorato la situazione. Ed io ero lì che pensavo Non ho idea di che stia accadendo, perdo l’equilibrio ogni volta che devo fare uno squat. Allora, ha provato a farmi fare un’accosciata completa, per dimostrarmi che ero in grado di farlo, che non c’era nessun blocco. E così, di botto, ho ricominciato a fare gli squat normalmente… ah, la cosa divertente è stata che quando ho fatto le serie con il bilanciere carico, mi sembrava quasi più semplice. Assurdo, lo so.

Ad ogni modo, oggi, come tre mesi fa, mi sono messa in discussione. Avrei potuto dire, non riesco tanto vale smetterla. Ma ho deciso di provare. La mia vita ora è perfetta? Lontana dall’esserlo. Mi alleno come quelli seri? Ancor più lontana. Sono sempre la stessa ragazza la cui vita è un caos, la cui energia passa da 100% overexcited a 0% in cinque secondi, che ancora ha le insicurezze e combatte con i propri demoni, che ancora odia ogni minuto di allenamento e di corsa, ma continua a correre e ad allenarsi. Perché si sente meglio dopo. Anche se oggi, ragazzi miei, i DOMs sono truly truly bad. Ma continuo, a provare a lavorare su me stessa, sul mio corpo, sulla mia mente, sul mio spirito, nonostante tutto.

La felicità è un viaggio, non una destinazione. Have A Safe Journey!

Camilla

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