Find Yourself (& Your Fast)

If you had met me before I left for London, you would have noticed I refused every invitation for a group run. The thing was, I was damn scared. Training wasn’t going as I wanted it to, I was slow and my mind was not in the mood of making me go faster, though my legs were. Every training was a though, almost impossible to be completed. No satisfaction and a lot of effort.
I found myself capable of doing a bit more when I went running with Jessica, however, my mind was still not working.The first run I did here in London was more or less the same. I was so pumped that I expected to keep up with the Nike group as if I hadn’t done anything else for my entire life.

My pace before leaving for London was 6:30/7:00. I was slowly injuring myself because of the slow pace, which caused me tibial pain, calf pain, back pain and an even slower run.
The first run I did I ended up walking with Dalika and another woman for a couple of km, before being able to run again. Two days later, I shoot my bolt and ended up basically the same.
Then I decided to try. I am not a quitter, I told myself, I’m gonna make it. So I did. For twice I ran 7km, most of the times I ran 5km, I tried track, field, road, trail, treadmill. I hated the British Athletics Coach for one night, but then I was so amazed he managed to push me to the breaking point and make me get over it. That night, my pace was 6’09”. It was the first time.

Then I tried, and I tried even more. Because that was the week London got faster. So did I. On Monday, aka track night with bunch of surprises, my overall pace was 5’11” (3km). On Tuesday, aka run to a secret destination which is on the other side of London and will make your host mum to come and pick you up at the station, though there was also great food, my overall pace was 5’47” (6.23km).

Before coming to London, even though the weather was f*****g hot, I used to run only in long tights. Why? Because I was ashamed, ashamed of my body, of how fat I am. Did I lose weight here in London? Nope. Do I run in shorts? Definitely. I run ONLY with them. Once I also ran only with a sport bra and shorts.

Rarely have I been happier than now. Okay, I ate junk food somedays (actually, not really junk food but chocolate things ~ more on a the soon published article about the best bakery in London). Others I didn’t train. Others I did. Others I ate healthy. Life is about balance, or at least this is what they told us. Actually, in London I found my balance. I found it’s everything alright with my body, step by step I’ll bring it to the shape I want. I found out it’s okay to set smaller goals on the way, instead of focusing only on a big one. I found out it’s okay to say I have had enough somedays, but you really have to feel it. It’s okay to try sprinting though you’ll never be a sprinter. And it’s absolutely amazing running a sprint with a parachute and then let it go, believing you can almost fly.

On my very last run this morning, my average pace on 4,67km was 5:15. A HUGE thank to Becs, Joel, Saheed, Danika, Joey & all the Nike pacer family London Town for making me the runner I am today. Thanks to you, my dream came true. Thanks also to Anneloes (whose dream will come true tonight) Chloe, Noemi & Valentina for the good time.

Life is about happiness. Happiness is not in a single place, nor even in a single person. Happiness is a way of life, a staircase you have to take, a long, tough, challenging journey. Have A Safe Journey!

Se mi aveste conosciuto prima di Londra, avreste notato che rifiutavo qualsiasi invito per una corsa in gruppo. La verità è che ero impaurita. L’allenamento non andava come volevo, ero lenta e la mia mente non mi era di aiuto, sebbene le mie gambe fossero pronte a fare il salto di qualità. Ogni allenamento era duro, quasi impossibile da completare. Poca soddisfazione e tanta fatica. Mi sono sentita in grado di fare qualcosa in più quando sono andata a correre con Jessica, sebbene la mia mente fosse sempre debole. La prima corsa che ho fatto a Londra è stata più o meno la stessa. Ero emozionata e credevo sarei riuscita a tenere il passo del gruppo Nike come se non avessi mai fatto nulla per il resto della mia vita.

Il mio passo prima di partire per Londra era tra i 6:30/7:00 minuti al kilometro. Mi stavo infortunando giorno dopo giorni per colpa di questa lentezza, che mi causava dolore al tibiale, ai polpacci, al lombare e una corsa ancor più lenta.

La prima corsa che ho fatto a Londra l’ho finita camminando con Dalika e un’altra donna per qualche km prima di riuscire a correre di nuovo. Due giorno dopo, ho preteso troppo e subito e sono finita nelle stesse condizioni. Poi ho deciso di provarci. Non sono una che molla, mi sono detta, posso farcela. Per due volte ho corso 7km, la maggior parte delle volte ho corso 5km, ho provato pista, erba, strada, sterrato, treadmill. Ho odiato il coach della British Athletics per una sera, ma poi sono stata contenta di ciò che era riuscito a farmi fare. Quella sera il mio passo era stato 6’09” per la prima volta.

Allora ho provato, e ho provato ancor di più. Perché quella era la settimana in cui Londra diventava più veloce. E così facevo io. Lunedì alias serata in pista con molte sorprese, il mio passo generale era 5’11” (3km). Martedì alias corsa verso una destinazione segreta che è dall’altra parte di Londra e costringerà la tua host mom a venirti a prendere in stazione, sebbene c’era cibo fantastico, il mio passo era 5’47 (6,23km).

Prima di andare a Londra, anche se faceva caldo, correvo solo con i leggings lunghi. Perché? Perché mi vergognavo, mi vergognavo del mio corpo. Ho perso peso a Londra? No. corro in shorts ora? Ebbene sì. Corro solo in shorts. E una volta ho persino corso in shorts e reggiseno sportivo.

Credo di non essere mai stata così felice come sono ora. Okay, certi giorni ho mandato junk food (okay, non proprio junk food ma food con cioccolato – presto un articolo sulla migliore pasticceria di Londra). Altri giorni non mi sono allenata. Altri l’ho fatto. Altri ho mangiato sano. La vita è questione di equilibrio, o almeno è ciò che ci dicono. A Londra, ho trovato il mio equilibrio. Ho scoperto che è meglio amare il proprio corpo piuttosto che odiarlo, che passo dopo passo sarà come lo voglio. Ho scoperto che è okay pianificare piccoli obiettivi invece di focalizzarsi su uno troppo grande. Ho scoperto che è okay dire basta certe volte, ma deve essere davvero troppo. Va bene dire scattare anche se non sarò mai una sprinter. Ed è fantastico fare uno scatto con un paracadute, lasciarlo andare e credere che puoi quasi volare.

Nella mia ultima corsa questa mattina, il mio passo medio su 4,67km era 5:15. Un grande grazie a Becs, Joel, Saheed, Danika, Joey, Nic 6 all the Nike pacer family London Town per avermi resa la runner che sono oggi. Grazie a voi il mio sogno è diventato realtà. Grazie anche ad Anneloes, Chloe, Noemi & Valentina per i bei ricordi.

La vita è questione di felicità. La felicità non è in  un singolo posto o una singola persona. La felicità è un modo di vivere, una scalata lunga, ardua e piena di sfide, un viaggio. Have A Safe Journey!


  
  
  
  
  
  
  
  
  
  

  
   
  
Your Londoner,
Camilla

Advertisements

2 Comments Add yours

  1. Kaylee says:

    Love your blog. Well done you! Nice meeting you x

    Like

    1. Camilla says:

      Thank you! It has been a pleasure sharing runs & the passion for running with you. Keep in touch, you’ll always be welcomed in Italy 😘😘

      Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s