I WILL

It’s supposed to be hardIf it was easy, everyone would do it. It’s the hard that makes it great. – Tom Hanks

Not a long time ago I had an unexpected whatsapp talk with Jessica. It wasn’t a good period for me, so training was going bad. She asked me if I really wanted to run NYC. As soon as she sent the message, I answered yes. However, when I went running a few hours later, that question was still in my mind.

Am I really going to do this? After one kilometre the answer was YES, no doubts. At the sixth kilometre, I was halfway, though the hardest part (hill training with 500m of difference of altitude) was done, I kept being sure. Surprisingly, when I reached home and saw my time, which was only nine minutes more than my PB, I wasn’t that sure.

That run was great. I wanted to give up every single minute, but I didn’t. I faced every hill, fast or slow it didn’t matter: I reached the top. Then I also returned home. Moreover, I didn’t need music, my pace was my music.

What the point then? Well, I understood running is a lonely sport and I couldn’t count on anybody but myself. On that road there was only me: me, my insecurities, my fears, my demons as well as my run lust. I faced them that day, but I do not know if I am able to face them every single day.

Will this stop me? Nope. Will this ruin my goal of running NYC? Neither. I have chosen to run NYC as excuse, pretext to change my life, my habits, my routine, so I will do my best these six months to reach that dream and, if this is impossible, I’ll try again, next year, the year after, I don’t know.

I WILL DO MY BEST TO RUN NYC THIS YEAR. The rest doesn’t matter.

And you? What is your biggest goal for the year? Will you do your best?

Non molto tempo fa, ho avuto uno strano dialogo via whatsapp con Jessica. Non era un buon momento per me, quindi l’allenamento ne risentiva pesantemente. Mi ha chiesto se volevo davvero correre NYC. Io ho subito risposto che sì, lo volevo più di ogni altra cosa al mondo. Eppure, quando poche ore dopo sono uscita a correre, quella domanda risuonava ancora nella mia testa.

Hai intenzione di farlo davvero? Dopo un chilometro, la risposta era sì, senza alcun dubbio. Al sesto, dopo aver corso tutti i chilometri di salita, ero ancora convinta. A sorpresa, quando sono tornata a casa e ho visto il mio tempo, che era peggiore di soli 9 minuti rispetto agli scorsi 12 km di piano, non ne ero più così sicura.

Quella corsa è stata eccezionale. Avrei voluto mollare ogni singolo istante, ma non l’ho fatto. Ho affrontato ogni singola salita, velocemente o lentamente, non importa: ho raggiunto la cima. E sono anche tornata a casa. Inoltre, per la prima volta ho corso senza musica e senza sentirne il bisogno.

Qual è il punto dunque? Beh, ho capito che la corsa è uno sport solitario e che non posso contare su nessuno fuorché me stessa. Su quella strada c’ro solo io: io, le mie insicurezze, le mie paure, i miei demoni e la mia voglia di correre. Le ho affrontate quel giorno, ma non so se sarò in grado di farlo ogni giorno.

Per questo mi fermo? Neanche per sogno. Non correrò NY? Assolutamente no.  Ho scelto di correre una maratona come pretesto per cambiare vita, esattamente come aveva fatto mio padre 7 anni fa, quindi farò del mio meglio per questi sei mesi per realizzare questo sogno e, se non sarà possibile, proverò di nuovo il prossimo anno o quello dopo ancora, non lo so.

FARO’ DEL MIO MEGLIO PER CORRERE NY QUEST’ANNO. Il resto non conta.

E voi? Qual è il vostro obiettivo più grande per quest’anno? Farete del vostro meglio?

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Have (Always) A Safe Journey! ♥

Love,
Camilla

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